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Riapre la chiesa di San Giacomo Segnate

Domenica 19, alla presenza del vescovo Busca, l’inaugurazione del luogo di culto ristrutturato

SAN GIACOMO DELLE SEGNATE. La chiesa di San Giacomo delle Segnate è finalmente pronta per essere restituita alla sua comunità. I lavori di recupero sono terminati e ad inaugurare la riapertura dell'edificio sarà il vescovo Marco Busca, domenica 19.

Verrà celebrata una messa alle 16, con una piccola cerimonia ufficiale. L'edificio sacro era stato duramente colpito dal terremoto del 2012 e nell'aprile dell'anno scorso erano iniziati i lavori di recupero. Nelle settimane successive al sisma la chiesa era stata ingabbiata con una struttura tubolare per impedire crolli e garantire la sicurezza della strada e degli edifici vicini. Si temeva in particolare per la facciata.

L'intervento di recupero, particolarmente complesso, è iniziato con alcuni lavori preparatori nel febbraio del 2016, per poi aprire il cantiere in aprile. La chiesa era molto lesionata ed erano state previste opere di consolidamento delle murature, di cuci e scuci, per “legare” le varie parti della chiesa: la parte più antica e quella nuova, che era stata ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

I lavori hanno interessato anche il tetto e la facciata, per connetterle con strutture architettoniche al corpo centrale della chiesa. Il costo del recupero è di circa un milione e trecentomila euro. La chiesa era assicurata e inoltre una anziana signora che ha abitato per anni a San Giacomo aveva fatto una considerevole donazione alla Curia di Mantova: un milione di euro, da destinare alla sistemazione dell’edificio sacro. I lavori di restauro sono stati particolarmente complessi. All’interno della navata era stato montato un alto ponteggio che è servito ad agevolare gli interventi sulla copertura e sulle parti più alte delle pareti laterali.

La chiesa di San Giacomo è un manufatto architettonico di un certo pregio ed è vincolato come edificio storico. Risale al 1450 e la costruzione fu voluta dai marchesi Aldegatti. Francesco Aldegatti, rappresentante della nobile famiglia che aveva possedimenti nel paese, decise di costruire il tempio che finanziò interamente, ma non riuscì a completare le opere perché morì nel 1453, lasciando incompiute alcune parti del progetto. Ad esempio il campanile non era stato completato. (g.p.)