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Venerdì lo sciopero. I disagi maggiori sono per le scuole

Protesta contro il governo di Usb, Cobas, Cib e Unicobas. Le famiglie sapranno se c’è lezione solo all’ultimo momento

MANTOVA. Giornata di sciopero generale, venerdì, e giornata di disagi per gli utenti dei servizi pubblici, con particolare riferimento ai trasporti e soprattutto della scuola, visto che fino all’ultimo momento la maggior parte degli studenti e delle famiglie non sapranno se ci sarà lezione o meno. Il disagio è pesante per le famiglie con bimbi alle materne, alle elementari e alle medie che, in buona parte, soltanto alle otto di venerdì potranno capire se gli istituti accoglieranno i figli o se, invece, dovranno arrangiarsi con nonni (quando ci sono e sono disponibili) o baby sitter.

Lo sciopero è indetto dalle organizzazioni sindacali Usb-Cobas-Cib Unicobas «contro le politiche economiche e sociali del governo italiano e dell’Unione europea, e per una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario – spiega una nota – innovazione tecnologica e innalzamento dell’età pensionabile riducono i posti di lavoro: c’è chi lavora troppe ore, con l’obbligo dello straordinario, e chi lavora poco o niente».

Nel settore del trasporto pubblico, ovviamente, saranno garantite fasce orarie di servizio per pendolari e studenti.

Va detto che le fasce di garanzia sono sempre più distanti dagli orari reali di studio e lavoro di parte degli studenti e dei pendolari.

Il servizio urbano ed extraurbano, «sarà garantito per studenti e pendolari dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15».

Se un lavoratore può permettersi di utilizzare l’auto privata, visto che la maggior parte dei posti di lavoro (privati in particolare) non chiude prima delle 15, altrettanto non possono fare gli studenti e gli alunni, che escono spesso alle 16/16.30 (chi fa lezione pomeridiana).

Ancora peggio la situazione nelle scuole dove il personale non è tenuto a comunicare alla scuola e quindi agli utenti (bambini, ragazzi e famiglie) se aderiranno o meno allo sciopero.

Cosa significa? Significa che mentre nella quasi totalità dei servizi pubblici, l’utente sa che potrà contare su fasce orarie di garanzia e che , nel caso di servizi fondamentali una quota di personale viene precettata per garantire il servizio minimo (e quello di emergenza) - come negli ospedali o nelle case di riposo - nella scuole, vale a dire il servizio che per eccellenza si rivolge ai minori, questo non avviene.

Nelle scuole di città, ad esempio, i genitori si stanno chiedendo come comportarsi venerdì: portare i figli a scuola e scoprire solo sul posto che quel giorno non ci sarà accoglienza? Oppure tenerli a casa rischiando così di far saltare una mattinata di lezioni. Insomma, se è vero che ci sono docenti che non hanno problemi nel avvisare gli studenti se sciopereranno o meno, altri lo riveleranno soltanto venerdì.
 

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