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Crolla il tetto di una casa disabitata, vicini terrorizzati dal boato

La palazzina è di proprietà dell’Iveco e aveva ospitato il Cral aziendale della Fiat Om. Nei prossimi giorni l’azienda deciderà se abbatterla o tentare di riparare l’ala danneggiata

SUZZARA. Paura questa mattina, giovedì 9 novembre, per i residenti di una casa che confina con una palazzina di proprietà dell'Iveco che, per diversi anni, ha ospitato lo spaccio del Cral aziendale Fiat Om, il cui tetto è crollato. Probabilmente la causa è dovuta al deterioramento del sottotetto e alle infiltrazioni d'acqua che hanno fatto marcire le travi portanti. Il fatto è successo intorno alle 9.

La famiglia Cattini che abita di fianco, ha pensato ad una scossa di terremoto accompagnato da un boato e dal rumore di vetri rotti. Per fortuna non ci sono stati feriti. La palazzina era vuota e disabitata. «Ero in casa quando improvvisamente ho sentito come se ci fosse stata una scossa sismica e poco dopo il rumore di tegole e vetri - ha detto Luciano Cattini, diacono della parrocchia Immacolata - Ho chiamato subito gli uffici Iveco ma mi ha risposto un fax. Dopo essermi informato ho composto il numero del centralino per avvisare la direzione».

In pochi minuti sul posto sono arrivati gli addetti alla sicurezza, e alcuni dirigenti dell'azienda che hanno effettuato un sopralluogo. In tempi rapidi l'area è stata pulita dai detriti di materiale edile e per evitare altri crolli sono stati abbattuti i due angoli che sorreggevano ancora una parte del tetto che di fatto, è imploso all'interno dell'edificio. Il complesso di edifici che costeggia i due lati di viale Zonta sono stati costruiti dall'architetto Francesco Piazzalunga e sono uno dei primi esempi di architettura industriale di fine '800 inizi '900.

La palazzina interessata dal crollo è stata probabilmente costruita negli anni '60 ed è stata utilizzata in passato come abitazione dei dirigenti dell'Om fino agli anni '70 quando poi una parte è stata trasformata nello spaccio del Cral Aziendale Fiat Om per agevolare gli operai negli acquisti di generi alimentari e per far risparmiare loro qualche migliaio di lire. Gli addetti alla manutenzione dell'immobile dove si è verificato il crollo hanno tranquillizzato la famiglia Cattini su eventuali pericoli di altri crolli. Nei prossimi giorni l'azienda deciderà se riparare l'ala della palazzina o provvedere all'abbattimento sempre che non ci siano vincoli con la Sovrintendenza. (m.p.) 

 

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