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Mantova, l’allevamento è abusivo. Parte l’ordine di demolirlo

Fuggono le capre: la Polizia locale scopre tettoie e recinti costruiti senza permesso. Il terreno a Gambarara è del Comune ma non è più in concessione all’allevatore

MANTOVA. Un allevamento di capre e galline costruito abusivamente a Gambarara e, per di più, su un terreno pubblico non più in concessione. Per il titolare, residente a Porto Mantovano, è scattata l’ordinanza di demolizione di tettoie, recinti e magazzini. Se non lo farà entro 90 giorni dalla notifica avvenuta l’8 novembre scorso, procederà il Comune accollandogli, poi, le spese.

Tutto è cominciato nel maggio scorso quando una pattuglia della Polizia locale di Mantova interviene in via Valeggio per la presenza in strada di alcune capre. Gli agenti accertano che gli animali erano fuggiti da un vicino appezzamento di terra che aveva tutte le sembianze di un allevamento, ricavato tra le case e i capannoni artigianali della zona.

Scattano le verifiche e, dopo qualche tempo, emerge che su quel terreno avuto in concessione dal Comune di Mantova, l’allevatore aveva realizzato, senza permesso di costruire, strutture per ospitare un allevamento di capre e galline. L’elenco delle costruzioni abusive è lungo ed è riportato interamente nell’ordinanza di demolizione. Su quel terreno gli agenti hanno accertato la presenza di una struttura a volta semicircolare in tubi di ferro e con pareti in pannelli ondulati in plastica e copertura in tela utilizzata come magazzino-deposito; accanto c’erano, poi, pannelli prefabbricati, apparentemente in eternit (circa 18 metri quadrati).

Censiti anche una tettoia in ferro e con copertura modulare utilizzata come deposito di legname e materiale ferroso, una cisterna per la raccolta liquidi e due roulottes. E c’era anche una struttura utilizzata come ricovero per galline e capre, oltre ad un manufatto coperto e cinque container collegati tra loro da una tettoia.

La Polizia ha anche verificato la concessione comunale in possesso dell’allevatore e, dagli accertamenti, sarebbe risultato che era scaduta nel 2008 e non più rinnovata. (Sa.Mor.)