Quotidiani locali

mantova

Non ammesso a Medicina. Disabile va al Tar e vince 

Gravi difetti di vista, ma l’università non gli aveva dato il supporto necessario. Il giovane ammesso alle lezioni: può frequentare in attesa del verdetto definitivo

Non ammesso a Medicina. Disabile va al Tar e vince il ricorso Gravi difetti di vista, ma l’università non gli aveva dato il supporto necessario. Il giovane ammesso alle lezioni: può frequentare in attesa del verdetto definitivo. L'articolo

MANTOVA. Luca ha 19 anni. Disabile a causa di una gravissima malattia agli occhi, per studiare ha bisogno di speciali supporti che la legge gli consente di utilizzare anche quando deve affrontare prove ufficiali come gli esami. Quello che lui vede, fin dalla nascita, è solo un cerchio nero centrale, perciò la sua visuale è soltanto laterale. Tutto questo però non gli ha impedito di frequentare le scuole superiori all’estero dove si è diplomato con profitto. Vuole diventare medico e quindi come altri 66mila aspiranti in tutta Italia, affronta la prova d’ingresso all’università di Verona. Un piccolo passo indietro.

Prima di sostenere quella prova Luca contatta l’università scaligera per predisporre la prova, che deve essere svolta con particolari accorgimenti, quelli previsti dalle linee guida della legge 104. L’ateneo possiede gli spazi e le strumentazione necessari. Luca, secondo quanto prevede la legge, ha diritto a un cinquanta per cento in più di tempo aggiuntivo, a un tutor e a un video ingranditore. Viene anche fatta una simulazione. Tutto dunque procede nel migliore dei modi. Arriva il 5 settembre, giorno del test d’ingresso. Lo fanno entrare in un locale, con lui c’è il tutor, ovviamente ha il tempo aggiuntivo ma non il video ingranditore.

Luca fa presente che quello strumento per lui è fondamentale ma un funzionario dell’ateneo risponde picche. Anzi gli propone delle fotocopie formato A3. Luca fa quello che può, ma in quelle condizioni non riesce a superare brillantemente la prova. All’indomani scrive al rettore, lo fa più volte, ma per tutto il mese di settembre non riceve risposte. È a questo punto che si rivolge a due giovani avvocati: Gabriele Alloro e Giulio Arria.

I due si mettono al lavoro e preparano un ricorso al Tar di Brescia, in cui chiedono l’immissione in sovrannumero di Luca in graduatoria. Con una velocità notevole e con un provvedimento adottato molto raramente (per Arria un solo caso in quarant’anni) i giudici accolgono l’istanza a ammettono Luca al sovrannumero. In questo modo potrà frequentare le lezioni di medicina, senza perdere tempo prezioso. In poche parole, proprio per permettergli di andare a lezione, i giudici hanno anticipato la sentenza di sospensiva su cui dovranno decidere il 6 dicembre. Ma intanto, per tutto questo mese, Luca potrà frequentare la facoltà. Il suo caso, secondo gli avvocati, potrebbe rappresentare un importante precedente, a tutela dei diritti dei disabili, così apertamente negati da un funzionario dell’università di Verona che potrebbe vedersi coinvolto anche in una causa civile per danni.

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista