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Ponte di Casalmaggiore, prima i soldi, poi 15 mesi per riaprire

Nella relazione tecnica della Provincia di Parma l’iter per l’intervento tampone da cinque milioni: da sistemare 25 travi

CASALMAGGIORE . Da quando arriveranno i soldi, occorreranno dodici-quindici mesi di tempo, per riaprire il ponte sul Po Casalmaggiore-Colorno. Un intervento da almeno 5 milioni consentirà di riaprire a doppio senso di circolazione per i mezzi sino a 20 tonnellate, con possibilità di transito per gli autobus di linea.

A fare il punto è l’amministrazione provinciale di Parma, che ha pubblicato all’albo pretorio la “Relazione finale” redatta da Fabio Scaroni, l’ingegnere bresciano incaricato di analizzare le risultanze delle indagini effettuate nelle settimane scorse sullo stato di salute del manufatto, e di indicare le possibili modalità di intervento.

Come noto, i rilievi avevano accertato che il ponte non risponde più ai livelli di sicurezza previsti dalle normative. Di fatto, andrà ricostruito: il costo sarà notevole (per questo enti e istituzioni hanno già provato a coinvolgere il Governo) e non serviranno meno di quattro o cinque anni. L’intervento di ricostruzione appare imprescindibile: il degrado complessivo della struttura è infatti destinato a peggiorare, e la sua durata di vita utile viene stimata in meno di dieci anni.

Lo studio commissionato da Parma ipotizza intanto una soluzione tampone, basata sulla sistemazione di almeno 25 delle travi lesionate. Tale intervento potrà sanare le ferite più gravi, ma non risolvere in toto le criticità esistenti: per questo potrà avere un carattere esclusivamente provvisorio. La Relazione pubblicata dalla Provincia di Parma definisce la “road map”, per giungere alla riapertura. Innanzitutto occorrerà completare gli approfondimenti, necessari per dirimere una serie di dubbi ed interrogativi sulla resistenza dei materiali utilizzati per la costruzione. Tali ulteriori indagini sono già partite: se daranno esito positivo, si potrà eventualmente pensare ad alzare il limite di portata, una volta riaperto il ponte al transito.

LA ROAD MAP. La manutenzione straordinaria costerà almeno 5 milioni. Regione Lombardia ne ha già stanziati tre, mentre Regione Emilia-Romagna sta predisponendo la variazione di bilancio necessaria per reperire i restanti due. L’ipotesi è che sia la Provincia di Parma a fare da stazione appaltante: le risorse regionali andranno pertanto messe a disposizione dell’ente ducale. Da quando i fondi saranno a bilancio, la Provincia potrà avviare progettazione esecutiva, bando di gara e contratto: un iter burocratico che richiederà 8-10 mesi di tempo. Quindi l’apertura del cantiere, che si concluderà dopo circa 4-5 mesi di lavori.

PD IN ALLARME.La chiusura del ponte di Casalmaggiore si ripercuote pesantemente anche sul Viadanese. A lanciare l’ennesimo allarme è la federazione provinciale mantovana del Pd, che interviene chiedendo una mobilitazione forte dei primi cittadini, affinché si tenga alta l’attenzione sulla problematica. «La mobilità di cittadini e imprese - nota il segretario Antonella Forattini - sta soffrendo moltissimo. Industrie, negozi e artigiani patiscono la scarsa raggiungibilità e problemi di approvvigionamento delle merci, rischiando il collasso economico. I disagi colpiscono anche pendolari e studenti costretti a spostarsi su treni sovraffollati e spesso in ritardo. L’ospedale Oglio-Po di Casalmaggiore registra una notevole diminuzione delle prestazioni, e penalizzata è anche l’affluenza turistica a Sabbioneta. Non va infine dimenticato l’aumento del traffico e dell’inquinamento nel Viadanese, dannoso per la qualità della vita. E’ necessario che i sindaci si mobilitino compatti, superando le diverse appartenenze politiche». (Riccardo Negri)
 

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