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Mantova, niente sottopasso per porta Cerese e le Ztl si allargano

Dedicato a soste, Ztl e viabilità l'ultimo tavolo per la preparazione del Piano urbano per la mobilità sostenibile del Comune di Mantova. Meno auto in centro, si parte da via Calvi e via Bertani. Zona stadio, le ipotesi: semafori veloci e divieto da via Visi

Mantova, la simulazione dei flussi di traffico a Porta Cerese

MANTOVA. Allargamento delle sede stradale, sincronizzazione dei semafori, rivisitazione di svolte e direzioni di marcia per ottenere gli stessi risultati di un costoso sottopassaggio a porta Cerese. Ma anche: ampliamento delle Ztl per garantire ai residenti quello che l’assessore all’Ambiente Andrea Murari definisce il «sacrosanto diritto» di parcheggiare vicino a casa quando oggi è «per la stragrande maggioranza una battaglia quotidiana quasi disperata». E ancora: più bus navetta, pannelli a messaggio variabile per indirizzare i conducenti ai posteggi, potenziare quelli scambiatori e individuarne di nuovi per favorire la rotazione in centro. Insomma i posti a ridosso del cuore della città Unesco dovrebbero essere solo per i residenti e per le soste brevi. Sono le proposte uscite mercoledì 8 novembre dall’ultimo tavolo di discussione (su “viabilità, Ztl e sosta”) riunito per la redazione di Piano della mobilità sostenibile (Pums) e Piano urbano del traffico (Put) del Comune di Mantova.



Proposte che partono da una premessa non scontata: l’area cittadina delimitata da laghi e ferrovia è oggi un grande polo attrattore di traffico e di richiesta di parcheggi, che aumenta man mano che ci si avvicina al centro dove peraltro ormai l’offerta di stalli è decisamente inferiore alla domanda. Le analisi sui flussi confermano che l’80% dei 6mila veicoli che ogni mattina entra a Mantova, è destinata a vagare invano alla ricerca di un posto, ingolfando e inquinando le strade. Non solo. La città è al contempo anche un “generatore” di traffico: dai questionari sottoposti ai residenti emerge che il 50% delle persone che vivono e lavorano a Mantova usa l’auto per fare meno di 4 km e i calcoli di Mobility in Chain fotografano ogni ora migliaia di mini spostamenti al volante tra un quartiere e l’altro. Che fare? Se da un lato «le politiche della sosta - spiega Murari - diventano uno strumento per agire anche sulla riduzione del traffico in centro» dall’altro servono interventi mirati per decongestionare le zone più critiche a partire da Porta Cerese.



«Il primo obiettivo che ci siamo dati - prosegue l’assessore - è quello di garantire il diritto dei residenti in Ztl a trovare posto vicino a casa e uno strumento individuato è l’ampliamento delle Ztl a partire da quelle di via Calvi e via Bertani» alleggerendo così anche la sempre intasata via Pomponazzo. Scartata invece l’ipotesi Ztl elastiche: «Servirebbe solo ad aumentare il traffico alla ricerca di un parcheggio che non c’è». Il secondo obiettivo riguarda la rotazione della sosta in centro: se è bassa, dicono gli studi, c’è scarsa accessibilità a servizi ed esercizi commerciali e a Mantova la media è di 5 ore mentre in città vicine si abbassa a 3-4 ore. Di qui la proposta di aumentare i servizi navetta (come si legge nell’articolo a fianco) come di studiare l’ampliamento del parcheggio al Campo Canoa: «Dobbiamo cercare di offrire un’alternativa comoda, sicura e meno costosa al centro storico a chi proviene da fuori per restare in città tutto il giorno. Alternativa da indicare con i nuovi cartelli a messaggio variabile». E se per il futuro non viene esclusa anche una differenziazione delle tariffe per la sosta aumentando quelle in centro per incentivare il turn over, Murari cita come bell’esempio oggi di parcheggio a rotazione quello di piazza Virgiliana.


Focus a parte sul “caso” porta Cerese. «I modelli di previsione utilizzati e le analisi dei flussi ci dicono che con le attuali condizioni di traffico (veicoli e treni) il sottopasso non è la scelta migliore per costi e risultati prospettati, mentre una serie di interventi su strade e semafori consentirebbe di ottenere una riduzione dei tempi di attraversamento». Interventi come, sono le ipotesi, il raddoppio di corsie agli incroci di via Parma e via Brennero, una riduzione dei tempi dei cicli semaforici o lo stop alla svolta da via Visi verso porta Cerese. Ipotesi che ora verranno raccolte nel documento tecnico da sottoporre a osservazioni e quindi al consiglio comunale.