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Welfare, patto tra Comuni Un’unica testa per dodici

Nell’Asolano il progetto di un’azienda consortile per gestire i servizi sociali  La referente: servirà a ottimizzare risorse e personale. Via alla formazione

ASOLA. Una testa unica per tutti i servizi sociali. È l’idea a cui vogliono dare corpo i dodici Comuni del piano di zona di Asola, che vorrebbero creare un’azienda consortile per gestire tutte le attività dell’ambito sociale, dai minori, agli anziani, ai disabili, immigrazione, salute mentale, fino alle famiglie in difficoltà.

L’idea è ancora in embrione, ma nel frattempo è stata individuata una figura che per le sue competenze e professionalità può trovare una linea di indirizzo per il progetto: Ettore Uccellini, dipendente del Comune di Brescia e esperto riconosciuto in tema di politiche sociali e gestione dei piani di zona. È stato necessario varcare i confini dei dodici Comuni perché tra le risorse umane disponibili non vi era nessuno in grado di occuparsi anche della formazione del personale che dovrà gestire la rete. Sarà Uccellini ad organizzare un percorso formativo per la costituzione dell’azienda speciale.

«Siamo ancora alla fasi iniziali - spiega Sara Lui, assistente sociale del Comune di Asola e coordinatrice dell’ufficio del piano di zona - è uno studio di fattibilità per tutti i 12 comuni, cioè Acquanegra, Asola, Canneto, Casalmoro, Casaloldo, Casalromano, Castel Goffredo, Ceresara, Gazoldo, Mariana, Piubega e Redondesco». Un bacino molto esteso, che conta circa 46mila abitanti. «L’azienda unica ci dovrebbe consentire di liberarci dai vincoli della legge finanziaria e poter progettare e gestire gli interventi dove sono più necessari». Un passo fondamentale in considerazione dell’aumento delle problematiche sociali, che le amministrazioni più piccole faticano a gestire proprio per la mancanza di fondi». I tempi? «Speriamo di riuscire a dare concretezza entro l’anno prossimo».

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