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emergenza al poma

Alcolizzati e senzatetto assediano il pronto soccorso

 L’atrio del pronto soccorso, negli ultimi giorni, è tornato ad essere un ostello per alcolisti e senza tetto

MANTOVA. Steso su una barella, puzzolente, ubriaco, avvolto in una coperta e con le mani serrate con forza su una lattina di birra. Poco più in là, la sala d’aspetto del pronto soccorso e dall’altra parte il posto di polizia. È la scena che molte persone hanno visto domenica mattina all’ospedale Carlo Poma. L’atrio del pronto soccorso, negli ultimi giorni, è tornato ad essere un ostello per alcolisti e senza tetto. Ieri mattina la situazione si è ripetuta. E non mancano le proteste.

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«L’ospedale sembra ancora un dormitorio pubblico, un rifugio per disoccupati senza fissa dimora» dice un infermiere. Una panchina o un pianerottolo in cima alla scala antincendio come camera da letto, le toilette per i visitatori come bagno, le prese di corrente per ricaricare il cellulare. Da un paio di giorni, da quando si sono abbassate le temperature notturne, il personale di vigilanza dell'ospedale e gli agenti del posto di polizia sono costretti ad allontanare dall'area persone che bivaccano o cercano un posto per la notte. In passato avevano trovato riparo salendo le scale antincendio per raggiungere un'area coperta al secondo piano, sopra il pronto soccorso.
 

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