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Caos Tari, in campo Federconsumatori

Tassa rifiuti gonfiata? Mantova Ambiente assicura: il nostro calcolo è a prova di errore. Ma è un rebus in metà provincia

MANTOVA. «Tassa sui rifiuti gonfiata in molti Comuni»: diffusa venerdì, la notizia ha subito alimentato dubbi e rivendicazioni. Disegnando l’ennesimo caos all’orizzonte. Materia complicata, quella delle tasse applicata ai rifiuti (vedi pasticcio dell’Iva), di difficile lettura e facile ingarbugliamento. Nel caso in questione, l’errore riguarderebbe il calcolo della parte variabile del tributo, applicata anche su garage, soffitte e cantine – le pertinenze – prese singolarmente. «Abbiamo già ricevuto una decina di telefonate per richieste di chiarimenti sul da farsi – riferisce il presidente di Federconsumatori Mantova, Luigi Pace – e siamo in attesa di indicazioni dal livello regionale. Insomma, ci stiamo muovendo per tutelare gli utenti e siamo a disposizione da subito per offrire chiarimenti e supportare chi ha bisogno».

L’invito è a contattare gli uffici dell’associazione – al primo piano della sede della Cgil, in via Altobelli 5 – aperti al pubblico il lunedì e il mercoledì dalle 14.30 alle 17.30, sabato dalle 9 alle 12 (il numero di telefono è 0376-202261). In alternativa, è possibile telefonare al 3357126602, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18. Il vento del dubbio soffia forte anche qui, sulle sponde del Mincio, nella bassa e in collina. Come siamo messi? Interpellata, Mantova Ambiente (Gruppo Tea) assicura che, per impostazione, non può incorrere nel tipo di errore in discussione.

Detto altrimenti, la modalità di calcolo adottata mette la società al riparo da errori eventuali. Così nel capoluogo e negli altri Comuni dove, oltre a effettuare la raccolta, Mantova Ambiente si occupa anche di stabilire la tariffa: una trentina in tutto. All’appello ne mancano quindi più della metà, che pochi non sono. Tra le variabili, accanto ai gestori altri, vanno considerati i Comuni che, pur affidando la raccolta a terzi, si calcolano la tariffa in autonomia. Quadro complesso, appunto.

Il merito di aver strappato a livello parlamentare il velo su questo errore, innescando una campagna di rimborsi che potrebbe valere anche molti milioni di euro, va al deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe L’Abbate. A segnalargli l’anomalia del suo Comune, Polignano a Mare (Bari), era stato il commercialista: L’Abbate aveva quindi chiesto chiarimenti con un’interrogazione a cui il ministero dell’Economia ha dato una risposta tecnica ma chiara nel senso e nelle conseguenze. «La parte variabile della tariffa – ha spiegato il sottosegretario Pierpaolo Baretta – composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze situate nello stesso Comune».

L’esempio portato dall’interrogazione era quello di un appartamento di 100 metri quadrati, con un garage di 30 e una cantina di 20. In concreto il Comune aveva applicato i 2 euro della quota fissa sui 100 metri e sul 50% della superficie di garage e cantina. Ma poi aveva applicato su ogni singolo cespite catastale i 141 euro della quota variabile, moltiplicata così per tre. Risultato: una stangata di 673 euro contro i 391 che, in base al chiarimento del ministero dell’Economia, dovranno essere pagati.

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