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VIADANA

La Lavadera Village arriva al capolinea: ora c’è il fallimento

Il nome legato all’accordo Celtic League di rugby. Poi il tramonto del progetto e la rottura Comune-società

VIADANA. Il tribunale di Mantova ha dichiarato il fallimento della spa Lavadera Village di Cogozzo, già in liquidazione. È stato lo stesso liquidatore, il commercialista Andrea Romersa di Reggio Emilia, a presentare istanza di fallimento avendo constatato l’impossibilità di procedere alla liquidazione in bonis. Curatore fallimentare sarà il commercialista Paolo Rebecchi di Mantova. Per il 27 marzo 2018 è convocata in tribunale l’adunanza durante la quale si procederà all’esame dello stato passivo.

Il nome Lavadera Village è legato indissolubilmente al periodo d’oro del Rugby Viadana. Anni in cui, sulla scia della crescita della squadra, si arrivò a progettare in via Pangona la creazione di villaggio dello sport, con strutture che potessero ospitare eventi internazionali legati al rugby. Tutto questo era previsto dalll’accordo Celtic League, con interventi per 12 milioni. Da una parte gli enti pubblici, ovvero Regione, Provincia e Comune. Dall’altro il privato, ovvero la società sportiva Aironi e la società Lavadera Village. L’accordo prevedeva varie opere. A carico della Regione, per esempio, c’erano l’adeguamento delle gradinate dello stadio Zaffanella e la sistemazione della viabilità di accesso allo stadio con interventi come la realizzazione di rondò su via Kennedy. A carico del Comune la realizzazione di una nuova biglietteria e di un parcheggio da 220 posti. La società Lavadera Village avrebbe dovuto investire oltre 7 milioni tra l’acquisto di Corte Lavadera a Cogozzo e altri interventi come la realizzazione di un parcheggio al Village, campi da gioco, una cucina e l’allargamento della strada comunale via Pangona.

Poi il tramonto delle ambizioni sportive ha coinciso con un ridimensionamento del progetto, che nel marzo 2015 ha subito un ulteriore colpo, per quanto riguarda la Lavadera Village, con l’esclusione della spa dall’accordo: decisione del commissario prefettizio per «rischi di condizionamento da parte della criminalità organizzata». All’origine dello stop l’interdittiva antimafia, poi revocata, che colpì la ditta di Claudio Bacchi, presidente della Lavadera Village. Ora il fallimento della spa, mentre l’omonima srl (di proprietà al 90% della spa e al 10% della srl Rugby Viadana) è inattiva. Gli immobili sono andati varie volte all’asta.
 

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