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PORTO MANTOVANO

Ragazzo di dodici anni si butta dalla finestra

Era in casa con la nonna mentre i genitori erano al lavoro. È stato portato all’ospedale di Brescia. Non è in pericolo di vita

PORTO MANTOVANO. Forse una giornata storta a scuola o, magari, un voto più basso delle aspettative. Un risultato non perfetto. Qualcuno lo accetta con un broncio e la scenetta contrita da mostrare ai genitori per prevenire la tirata d’orecchie, con un’alzata di spalle. Altri invece si sentono in colpa, sotto pressione, oppure incompresi. A dodici anni il metro della vita è ancora un elastico. Cosa gli è successo, allora? A lui, abituato ad eccellere, ad essere sempre il più bravo di tutti a scuola? O che invece si sia trattato dell’assurdità di un gioco finito male? Una cosa è certa.

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È andato in bagno, ha chiuso la porta e si è buttato dalla finestra. Se è impossibile capire cosa sia successo davvero nella testa di un ragazzino, al momento ci sono solo ipotesi su quanto è accaduto ieri pomeriggio in una casa di Porto Mantovano. Ipotesi, non spiegazioni: perché non c’è nulla che possa spiegare un gesto così assurdo da parte di un ragazzino di 12 anni. Molto introverso, chiuso, più maturo dei suoi coetanei, da sempre, fin dalle elementari, è il più bravo della classe. Una quotidiana sfida con se stesso. Ieri è tornato a casa per pranzo, come sempre, e al pomeriggio è rimasto in casa con l’anziana nonna mentre i genitori erano al lavoro. Poco prima delle cinque è andato in bagno.

Pochi minuti, e si è buttato giù dalla finestra, al secondo piano della casa. Il ragazzino era vivo, non aveva perso i sensi ed è riuscito addirittura a rialzarsi. Lo choc non ha impedito alla nonna di chiamare immediatamente i soccorsi. È stato portato in ambulanza all’ospedale di Mantova dove i medici, dopo i primi accertamenti, hanno deciso il trasferimento all’ospedale di Brescia in elicottero. Le sue condizioni sono gravi, ma non è considerato in pericolo di vita. Nel frattempo sono stati avvertiti i genitori che, sconvolti, si sono precipitati in ospedale. Qui il ragazzino avrebbe raccontato che voleva fare parkour, lo sport urbano di salti e arrampicate. Un gioco finito male. Mentre l’ambulanza correva in ospedale con il ragazzino a bordo, a Porto è arrivata una pattuglia dei carabinieri. I militari hanno cercato di ricostruire la dinamica dei fatti. Al momento l’unico dato certo è che si è trattato di un gesto volontario.

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