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Autobrennero resta agli enti locali

Senato, passa l’emendamento al decreto fiscale: ok alla concessione senza gara

MANTOVA. L’Autobrennero resterà italiana e, soprattutto, continuerà ad essere controllata dagli enti locali. Ieri 14 novembre la commissione bilancio del Senato ha approvato un emendamento al decreto fiscale del Gruppo per le autonomie che consente all’Autobrennero spa di trasformarsi in società in house e di continuare a gestire, per conto dei soci pubblici, l’autostrada per i prossimi 30 anni.

Però, in base agli accordi presi dall’Italia con la Commissione europea, dovranno essere liquidati i soci privati che attualmente detengono il 14% del capitale sociale (Infrastrutture Cis, Serenissima partecipazione, Banco Popolare, e Società italiana per Condotte d’acqua). È quanto prevede il protocollo che il ministro delle infrastrutture Delrio ha proposto ai soci pubblici e che consente, una volta sottoscritto da tutti gli enti soci (manca ancora la firma della Provincia di Mantova, alle prese ancora con la definizione dell’accordo per la vendita dello 0,9% del suo pacchetto azionario che chiuderà il contenzione con la A22 pendente al Consiglio di Stato), di evitare la gara europea per il rinnovo della concessione autostradale scaduta nel 2014 e attualmente in proroga. L’emendamento, che ora sarà introdotto nel decreto fiscale, consentirà la stipula della nuova concessione-convenzione nei primi mesi del 2018, dopo che saranno liquidati i soci privati e che sarà approvato il nuovo statuto della società in house da parte dell’assemblea.

In base all’emendamento, il fondo ferroviario dell’autostrada del Brennero, alimentato dal 1997, che a fine anno ammonterà a 650 milioni di euro, sarà trasferito a un capitolo del ministero dell’economia e poi destinato a Rfi per il finanziamento della galleria del Brennero e le infrastrutture connesse. Il trasferimento, però, avverrà solo al momento in cui la nuova concessione sarà operativa. Autostrada del Brennero spa destinerà 34,5 milioni di euro all’anno al fondo ferrovia in regime di esenzione fiscale. Il concessionario, inoltre, verserà per i primi otto anni 70 milioni al bilancio dello Stato a titolo di compenso per il valore della concessione. Il canone di concessione ammonta a 45 milioni all’anno.

«Sto impostando il lavoro per ottenere le opere di compensazione entro sei chilometri dai caselli mantovani, come è sempre stato» dice Mattia Palazzi, sindaco di Mantova e consigliere di amministrazione di A22. Che risponde anche all’osservazione secondo cui con la nuova società in house non ci saranno più dividendi da distribuire ai soci: «Non è detto, dipende dagli accordi interni. È una questione che affronteremo in questi mesi».
 

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