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Lavori alla chiesa ferita. Commessa da due milioni

La diocesi apre la gara per il restauro dell’edificio sacro di San Giovanni Dosso. Prevista l’apertura del cantiere nel 2018, durata dell’intervento venti mesi

SAN GIOVANNI DEL DOSSO . La diocesi di Mantova ha aperto la gara per assegnare i lavori di restauro della chiesa di San Giovanni del Dosso, per un importo di poco più di due milioni di euro. L'intervento si presenta particolarmente impegnativo e ha lo scopo di recuperare l'edificio sacro dopo i danni subiti dal terremoto di maggio 2012. Quella di San Giovanni è stata una delle chiese più colpite dalle scosse sismiche.



Il termine per la presentazione delle offerte da parte delle aziende è stato fissato per l'otto gennaio del 2018, mentre la gara si svolgerà il 15 dello stesso mese. Le offerte dovranno essere consegnate all'ufficio beni culturali, edilizia di culto e arte sacra della Diocesi. La chiesa di San Giovanni del Dosso con la sommità della sua facciata crollata sul sagrato è stata uno dei simboli del terremoto del 2012, almeno per quanto riguarda il mantovano. Cinque anni dopo la via per il recupero sembra tracciata e, se i tempi verranno rispettati, il prossimo anno vedrà l'apertura del cantiere. Cantiere che dovrebbe durare circa 20 mesi. Il recupero rientra nelle 13 chiese oggetto dell'accordo fra il Commissario delegato e la Diocesi, firmato nel 2016.



La chiesa di San Giovanni Battista è un edificio storico vincolato, è stata realizzata nel 1616, sulle fondamenta di una precedente chiesa matildica. Nei mesi scorsi sull'edificio era stato fatto un sopralluogo da Anna Lisa Baroni, consigliere regionale delegato di Roberto Maroni per la ricostruzione e Roberto Cerretti, responsabile della struttura commissariale. Con loro a rappresentare la Curia c'erano monsignor Claudio Giacobbi e l'architetto Alessandro Campera. Alberto Mani, l'ingegnere incaricato del progetto strutturale della chiesa, aveva mostrato i danni causati dalle scosse del maggio 2012 e aveva illustrato i rimedi che verranno adottati. Oltre alla facciata, la chiesa è stata gravemente compromessa nella parte della navata centrale, dove alcune delle volte sono crollate, lasciando scoperta la trabeazione del solaio superiore. Mentre nella parte posteriore, quella dell'altare, l'edificio ha subito lesioni molto più contenute, per la presenza di accorgimenti architettonici, come tiranti nelle coperture, che rendono la struttura più coesa e solida.

Non è da trascurare il fatto che la parte anteriore, più danneggiata, è quella che presenta una maggiore altezza e soprattutto luci (distanze fra i muri portanti) più ampie. Anche in questo caso l'intervento sarà di adeguamento della struttura prima e di restauro delle parti decorative poi. Il primo problema sarà la messa in sicurezza: la copertura verrà smontata e ne sarà realizzata una sovrastante provvisoria, anche per proteggere il cantiere. La prima operazione sarà calare all'interno, dal tetto, degli operatori specializzati che metteranno in sicurezza le parti pericolanti delle volte, ingabbiandole. Scongiurato così il pericolo della caduta di mattoni, si procederà con i ponteggi interni. Le volte verranno ripristinate, dove possibile, quelle completamente distrutte verranno ricostruite con tecnologie moderne, salvando le parti rimaste, poi verranno intonacate e verrà riproposto il disegno della decorazione, ma non sarà dipinto se non con il colore dello sfondo, per rendere evidente il restauro e non creare una mistificazione.

Giorgio Pinotti
 

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