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Mantova

Palazzi porta a Roma il dossier ferrovie, il Frecciargento per la capitale resta

Le proposte durante il vertice del Comune con Rfi e Fs: spostamento della linea Monselice e nuova Porta Cerese. Colaninno annuncia la conferma del treno

MANTOVA. Conferma del Freccia Argento Mantova-Roma anche per l’anno prossimo e apertura di un tavolo per esaminare le tante criticità ferroviarie di Mantova. Sono i risultati ottenuti ieri 14 novembre dal sindaco Mattia Palazzi e dal deputato del Pd Matteo Colaninno nel loro incontro a Roma con l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mazzoncini, e con quello di Rfi, Gentile.

«Mantova avrà ancora il Freccia Argento» annuncia Colaninno con 24 ore di anticipo sulla conferenza stampa con cui oggi 15 novembre Fs daranno la notizia. «Siamo molto soddisfatti - aggiunge - perché il risultato non era scontato. Il collegamento con Roma era stato introdotto in via sperimentale, ma oggi (ieri, per chi legge) abbiamo avuto la conferma che mette Mantova sullo stesso piano per l’alta velocità con le altre città. Il servizio, quindi, può considerarsi acquisito. Avremo ancora un Etr 600 di nuova generazione che nasce a Mantova e arriva a Termini, per poi ritornare nella città d’origine». Resta ancora qualche incognita sull’orario, «ma non dovrebbe cambiare rispetto a oggi. Dopo il successo di Mantova capitale della cultura e i tanti investimenti messi in campo da Palazzi il Freccia Argento consentirà ancora di portare in città molti visitatori».

L’incontro con i vertici ferroviari è stata anche l’occasione per aprire un canale diretto per risolvere i tanti problemi aperti sul fronte dei treni. «Ho lasciato un dossier - spiega Palazzi - sulle partite che vogliamo affrontare con Rfi. Si tratta di questioni alcune molto complesse e onerose, altre meno, ma tutte di grande interesse per la nostra città. Da parte di Rfi c’è la disponibilità a valutare le nostre proposte: le verificherà sul piano tecnico e ci rivedremo per le risposte, su ogni punto». Lui è ottimista: «Confido di portare a casa risultati importanti».

Il sindaco ha preparato cinque schede in cui ha sintetizzato i punti che vuole risolvere. Si parte dallo spostamento della linea Mantova-Monselice, sostituita da una gronda nord-ovest: un investimento da 180 milioni di euro. Ciò consentirebbe di eliminare i binari a ridosso di Palazzo Te e di eliminare i tre passaggi a livello di viale Oslavia, Porta Cerese e via Taliercio.

Il sindaco ha proposto anche l’ampliamento del sottopasso di viale Montello (è già predisposto per supportare un’ulteriore arcata) e la riqualificazione di Porta Cerese senza il sottopasso: basterebbe raddoppiare le corsie per l’attraversamento del passaggio a livello, per svoltare a sinistra da via Brennero e per attestarsi al semaforo di via Parma. Chieste anche barriere fonoassorbenti a Cittadella («un intervento che si può fare molto velocemente») e la cessione gratuita al Comune delle aree già utilizzate come viabilità lungo via Argine Maestro e Fiera Catena. «Ho chiesto anche un sottopasso pedonale in piazza don Leoni, collegato direttamente con quello della stazione ferroviaria. In questo modo potremmo togliere i semafori di attraversamento pedonale davanti alla stazione, che generano blocchi di traffico lungo una direttrice già molto trafficata sia in ingresso che in uscita dalla città».

E aggiunge: «Fare il sindaco significa andare dove conta e insistere finché ad ogni problema non segua una soluzione concreta. In questi tre anni ho fatto così e abbiamo risolto tanti problemi fermi da decenni». Un accenno al Freccia Argento: «Missione compiuta» dice ricordando che il collegamento Mantova-Roma è tornato dopo 13 anni, nel 2016, con la sua amministrazione. Però, afferma a mo’ di appello per evitare sorprese, «chi ne ha bisogno lo usi perché più è usato, più saremo tranquilli». E chiude con un ringraziamento a Colaninno: «Il suo apporto su questa partita è stato fondamentale».
 

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