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Orfana di 5 anni in affido a Mantova: gli zii la vogliono

La madre tossicodipendente morì travolta da un’auto e la bimba finì in istituto. Ora vive con una coppia, i parenti di Brescia chiedono l’adozione: la sua famiglia siamo noi

MANTOVA. Laura, chiamiamola così per non esporla, ha cinque anni. È orfana: la mamma, Samantha Scrof, due anni fa, il 7 dicembre 2015 è morta, a 39 anni, investita a piedi da due auto. Samantha, della provincia di Brescia, era ragazza madre e tossicodipendente. Dopo la nascita della bimba, aveva vissuto un po’ con la madre e poi in case famiglia-comunità dove stava cercando di disintossicarsi. Ma, prima che terminasse il percorso di riabilitazione, ritenuta dal tribunale dei minori non idonea a fare la madre, le venne tolta la bimba, che allora aveva tre anni, la quale prima fu collocata in un istituto e poi data in affido.

Non ebbe nemmeno il tempo, Samantha, di combattere per riavere la sua bambina, perché quel 7 dicembre, mentre tornava a casa, a Leno, attraversò la strada ma, per colpa della nebbia, venne uccisa da due auto che la investirono in successione. La sua bimba è tuttora in affido a una famiglia di Mantova. Ma Laura, una famiglia d’origine ce l’ha, ha radici e affetti legati a sua mamma. Lei ha fatto in tempo a vivere anche con la nonna, ci sono zii e cuginetti, che ora la rivogliono a casa. Da quando Samantha è morta, a portare avanti la battaglia per far ritornare Laura nella famiglia d’origine è la sorella Barbara. Quarant’anni, sposata con Serafino Molino e madre di due bambini di 7 e 4 anni, Barbara vuole a tutti i costi riavere la nipotina e poterla crescere come fosse sua. Da Brescia, dopo aver richiamato per mesi l’attenzione su stampa locale e tv, chiede che la sua voce sia ascoltata anche nel Mantovano, dove si trova la piccola. E lancia un appello alla famiglia che l’ha in affido: «Rinunciate a lei, per favore ridateci la nostra bambina». «Non sappiamo più niente di lei, non sappiamo dove si trovi, non conosciamo le persone che l’hanno in affido. Sappiamo solo che è a Mantova».

La famiglia Scrof è numerosa: oltre alla nonna (il nonno è morto anche lui come la figlia in un incidente, anni fa) ci sono Barbara e altri tre fratelli maschi. «Non c’era bisogno di affidare la bambina a un’altra famiglia – va avanti Barbara – noi siamo in tanti. Io e mio marito ci siamo fatti avanti per l’adozione, siamo stati ritenuti idonei dallo psicologo nominato dal tribunale, e vogliamo che Laura venga a vivere con noi».

A Leno ci sono state mobilitazioni a sostegno della famiglia, e perfino una fiaccolata in paese. Barbara ha scritto al presidente Mattarella, alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. «E ho appena depositato istanza al tribunale dei minori per iniziare ad avere degli incontri con la nostra nipotina. Non si può strappare così una bambina ai suoi affetti».
 

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