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Sei giorni da operatori turistici

Una classe del Bonomi al lavoro nel villaggio di Tropea: dal cabaret ai preventivi

MANTOVA. «Siamo partiti con una valigia contenente solo vestiti, siamo tornati con un bagaglio pieno di esperienze». I ragazzi della classe IV indirizzo accoglienza turistica del Bonomi-Mazzolari promuovono a pieni voti i progetti di alternanza scuola-lavoro e in particolare quello che li ha portati al villaggio L’Olivara a Tropea, Calabria. Partenza il 16 ottobre e rientro il 21. Ad accompagnarli le professoresse Maria Zucchi e Lorena Mantovani.

«I progetti di alternanza sono un’occasione per crescere sia professionalmente che umanamente» dicono soddisfatti i ragazzi che, tolti i due giorni dedicati alla cultura alla scoperta di Reggio Calabria e Pizzo Calabro, avevano poco tempo per gli svaghi, limitati ad un breve bagno in mare fuori stagione durante la pausa pranzo. Divisi in gruppi, i ragazzi si sono dedicati ad attività teoriche e pratiche. «Siamo partiti non troppo entusiasti della scelta, pensavamo di trovare il villaggio vuoto, considerato il periodo, ma i timori sono stati subito superati sul posto. La clientela c’era ed era quasi tutta straniera. Valore aggiunto: la location. I balconi delle nostre camere si affacciavano sul mare. Un panorama incredibile. Svegliarci alla mattina alle 7 non era un peso con quella vista su Stromboli».



Dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19 spazio alle attività formative, dove hanno approfondito il lavoro di receptionist e svolto studi di marketing. «Pensavamo di annoiarci - raccontano - invece ci siamo ricreduti. Abbiamo costruito un business plan pianificando un’idea nuova che portasse beneficio al villaggio».

Gli studenti hanno poi anche calcolato preventivi di soggiorno con relativi trasferimenti e organizzato visite guidate alla scoperta del territorio. In vista di un impiego post-diploma hanno seguito anche un corso per affrontare il momento del colloquio affrontando, individualmente, una simulazione di colloquio vero e proprio. E in serata tutti operativi per organizzare l’animazione: dal cabaret ai giochi ai balli. «I ragazzi agli appuntamenti arrivavano sempre con 10 minuti di anticipo- commenta sorridendo la Zucchi - In classe arrivano invece sempre 10 minuti in ritardo».

Ma è lontano dai banchi di scuola e dalle mura dell’istituto che «ci mettiamo in gioco - spiegano gli studenti - e mostriamo realmente chi siamo. L’alternanza è un’esperienza di crescita e ci aiuta a capire che strada intraprendere dopo il diploma». Non ha pesato dunque se i tre mesi di vacanza estiva sono stati dimezzati dovendo trascorrere, per gli stage, un mese e mezzo in Riviera Romagnola o in hotel e agenzie di viaggio in città. E la classe inizia già a pensare anche alla prossima estate e ai prossimi tirocini.

Barbara Rodella
 

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