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È quasi in coma etilico ma guida

Quingentole. Uomo di 34 anni fermato nella notte tra sabato e domenica: confiscata l’auto  

QUINGENTOLE. Quando è stato fermato ed è sceso dall’auto mostrava i classici segnali di chi ha bevuto: occhi rossi, parlata strascicata, scarsa stabilità. Ma quando i carabinieri di Quistello lo hanno sottoposto all’alcotest, la conferma che di alcol in corpo ne aveva veramente troppo è arrivata subito.

Una sorpresa pure per i militari. Il giovane della zona, 34 anni, aveva un tasso alcolemico di 3,12 grammi per litro, un valore che si avvicina al coma etilico (che interviene quando ci si avvicina ai 4 grammi per litro). E, se si tiene conto che il limite imposto dal codice della strada è 0,50, l’aveva superato di oltre sei volte.

Il 34enne è stato fermato alla guida della sua auto alle due della notte tra sabato e domenica a Quingentole, sulla provinciale 41 Quistello-Pieve di Coriano. Una notte di nebbia, i carabinieri di Quistello fermi all’ingresso del paese per un posto di controllo, proprio come prevenzione a incidenti ma anche di atti criminali come i furti nelle case.

Da Quistello arriva l’utilitaria guidata dal giovane: non va a velocità elevata, del resto la visibilità era scarsa, ma procede decisamente in modo poco lineare. I carabinieri alzano la paletta, l’automobilista si ferma. I militari lo fanno scendere dall’auto e vedono subito che si regge a malapena in piedi. «Quanto hai bevuto?» gli chiedono. «Un paio di birre» risponde il ragazzo, comunque pronto. Viene sottoposto all’alcoltest e il risultato è 3,12 gr/l.

A quel punto, sollecitato dai carabinieri, l’automobilista confessa: le birre bevute non erano un paio, ma una dozzina.

Il giovane tornava da una festa di compleanno in un locale, una birretta tira l’altra, il sabato sera: non ha saputo frenarsi, fiducioso di non incappare in un controllo dei carabinieri. Gli è andata male.

E ora per lui ci saranno conseguenze pesantissime. L’auto, di sua proprietà, è stata posta sotto sequestro e andrà confiscata, cioè messa all’asta dallo Stato. Patente ritirata per un tempo che può andare da uno a due anni, denuncia penale con relativo processo. Il giudice decreterà una condanna ad una sanzione di migliaia di euro che potrà essere convertita in ore da prestare ai servizi sociali. Poi, sono previsti continui controlli sullo stato psicofisico, analisi del sangue e sedute dallo psicologo.

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