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Asola, rabbia del comitato pro ospedale: «Abbiamo buttato via un anno»

Delusione dopo l’annuncio che si rifarà l’appalto, con slittamento dei tempi e aumento dei costi. L’accusa: «Si poteva decidere già a fine 2016». Favalli: serve un’assemblea pubblica per spiegare tutto

ASOLA. «Nel dicembre 2016 c’erano già tutti gli elementi perché si potesse arrivare a una decisione simile. Se ne sapeva tanto quanto se ne sa ora. Perché allora la Regione decise di andare avanti con l’appalto, annunciando la ripresa dei lavori per maggio e dando la propria rassicurazione che non ci fossero problemi, e invece adesso cambia idea?». Questo lo sconsolato atto d’accusa all’indirizzo della Regione Lombardia che muove, in difesa dell’ospedale asolano, il comitato. Nel giro di poc ...

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ASOLA. «Nel dicembre 2016 c’erano già tutti gli elementi perché si potesse arrivare a una decisione simile. Se ne sapeva tanto quanto se ne sa ora. Perché allora la Regione decise di andare avanti con l’appalto, annunciando la ripresa dei lavori per maggio e dando la propria rassicurazione che non ci fossero problemi, e invece adesso cambia idea?». Questo lo sconsolato atto d’accusa all’indirizzo della Regione Lombardia che muove, in difesa dell’ospedale asolano, il comitato. Nel giro di pochi mesi era riuscito a raccogliere qualcosa come venticinquemila firme affinché si sbloccasse la situazione.



La notizia a cui fa riferimento la presidente del comitato, Laura Galliera, è quella che la Regione ha annunciato mercoledì 22 novembre al termine di un’audizione al Pirellone. Per completare l’intervento di ristrutturazione di una parte della struttura ospedaliera asolana, iniziato nel 2010 e rimasto bloccato per il rinvenimento di alcuni resti archeologici (le rimanenze delle mura di cinta asolane), bisogna rifare un nuovo appalto. Serviranno altri mesi di sospensione, che faranno slittare la fine lavori al 2020, e serviranno anche due milioni in più: tre anziché uno come preventivato.

Il motivo di questa decisione va cercato in due temute criticità dell’appalto già assegnato: il fatto che, dopo un iniziale maxi sconto del 46% sulla base d’asta, i lavori abbiano visto lievitare i costi a causa di una serie di varianti apportate in corso d’opera al progetto, fino a superare di oltre il 20% il valore iniziale; il timore che l’azienda che è stata inizialmente scelta per i lavori non abbia le caratteristiche e le certificazioni adatte ad eseguire un intervento che ha anche un risvolto archeologico.

Da qui i dubbi che, dopo le certezze di fine 2016, si sono insinuate nei vertici della Sanità lombarda fino a portare alla decisione, su input di Infrastrutture lombarde, società della Regione promotrice del cantiere, di inviare tutti gli incartamenti all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) per mettersi al riparo da eventuali risvolti di irregolarità e da ogni possibile conseguenza di responsabilità. Dopo vari mesi di attesa, l’Anac non ha partorito la risposta dirimente che ci si aspettava, così è arrivata la decisione: tutto da rifare, si cambia binario.



«Mi batterò adesso perché la Regione inserisca questi sue milioni che mancano già nel bilancio previsionale del 2018 – dice il sindaco di Asola, Raffaele Favalli – inoltre già da ora posso dire che presto organizzeremo un’assemblea pubblica, perché la gente di Asola e del territorio circostante ha diritto a delle spiegazioni, e a essere informata».

«Faccio dell’ironia – aggiunge invece Galliera del comitato– ho scoperto infatti che la Regione gestisce un’anagrafe delle opere pubbliche incompiute: dovrà adesso inserire anche l’ospedale di Asola?».