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Allenarsi in palestra con batteri e virus: come fare per non essere infettati?

Sono davvero molti i microorganismi con cui si può venire in contatto in una semplice sessione di esercizi in un impianto sportivo al chiuso: ad esempio sui pesi liberi ci sono circa 350 volte più batteri che in un bagno pubblico

MANTOVA. Lo sport fa bene, ce lo dicono anche i medici, quindi gli impianti sportivi sono l’ultimo posto in cui ci si aspetterebbe di dover fare attenzione alla salute. Invece, un report dell’American Academy of Pediatrics, pubblicato di recente, evidenzia i rischi sanitari dei luoghi affollati, caldi e umidi come le palestre: possono rappresentare l’habitat ideale per lo sviluppo di microrganismi patogeni.

Fare la pipì in piscina è più pericoloso di quanto pensiate Una pratica abbastanza comune, passata sotto la lente della scienza dalla ricercatrice Manuela d'Amen, che spiega che urinare in piscina non è un'attività senza conseguenze per gli altri. "Possono avvenire reazioni chimiche tra il cloro  e molti dei componenti della nostra pipì - chiarisce -. Queste reazioni generano diversi tipi di composti volatili, alcuni dei quali irritanti per gli occhi e per le vie respiratorie. Avete presente quel tipico “odore di piscina” e gli occhi che bruciano?"

Molti si trovano semplicemente nell’aria. Microgoccioline derivanti dal sudore degli atleti o da starnuti creano un “ bioaerosol ”, cioè un particolato di origine biologica. Può contenere batteri, virus, protozoi, spore fungine, o loro prodotti come endotossine o micotossine, responsabili di allergie. Il luogo più critico è rappresentato dalle docce: l’umidità è ancora maggiore e si sviluppano più facilmente anche i funghi. I rischi del bioaerosol possono essere minimizzati dal gestore della palestra, semplicemente rispettando i requisiti igienico-sanitari previsti dalle normative (impianti di aerazione, temperatura, umidità, massima affluenza, ecc.).

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Non si tratta solo di una questione di igiene pubblica. In vasca il cloro reagisce chimicamente con i componenti dell’urina creando composti volatili irritanti. La gravità dipende dai livelli di urina nell’acqua: un nuovo test sviluppato in uno studio svolto in Canada utilizza i dolcificanti artificiali che assumiamo regolarmente con cibi industriali per misurarla

Molti altri microorganismi si trovano sulle superfici di attrezzi e panche degli spogliatoi: possono portare comunemente alla trasmissione di infezioni alla pelle come micosi cutanee e verruche. Non gravi, ma fastidiose e per limitare ogni infezione, è importante coprirsi eventuali ferite.

Il numero dei batteri sugli attrezzi ginnici è sorprendentemente alto. In uno studio del 2014, ricercatori americani avevano individuato ben 25 differenti ceppi di batteri sulle attrezzature sportive della palestra  nel centro di  Memphis (USA). Un altro studio , sempre negli USA, aveva evidenziato che sui pesi liberi ci sono circa 350 volte più batteri che in un bagno pubblico, dei quali, quasi il 70% possono essere potenzialmente rischiosi perché possono causare infezioni, soprattutto cutanee o respiratorie. Non mancano i virus, come ad esempio quello responsabile di raffreddori e influenze.

Ecco dei semplici comportamenti personali per tutelarsi da tutti i potenziali patogeni che si trovano sulle superfici degli impianti sportivi:

- Come vi avranno detto anche in palestra, è bene portare dei teli ad uso personale per evitare il contatto diretto con le attrezzature e le panche negli spogliatoi. In effetti, questa pratica è già molto diffusa, attenzione però: quando passate da un attrezzo all’altro, fate bene attenzione ad appoggiare il telo sempre nello stesso verso!

- Anche usando correttamente il telo, le mani sono sempre esposte al contatto con gli attrezzi, quindi la miglior pratica da  seguire sarebbe indossare guanti sportivi: si eviterà così il contatto con il sudore altrui. Altrimenti evitate di toccare occhi, mani e bocca, finché non  le avrete lavate.

- E’ opportuno indossare indumenti che consentano una buona traspirazione, così da minimizzare il sudore. Quando si ripongono, sarebbe bene avere un sacchetto a parte per evitare la proliferazione di microorganismi all’interno della borsa.

- Al termine dell’attività fisica, una bella doccia, con delle scarpe idonee, è un momento di relax per scaricare l’adrenalina, ma serve anche per tirare via dalla pelle qualsiasi indesiderato ospite: attenzione poi ad asciugarsi accuratamente per evitare che l’umidità residua favorisca la proliferazione di funghi e batteri.

- Una volta a casa sarebbe opportuno lavare il prima possibile i vestiti che si sono utilizzati in palestra, e poi usare panni puliti per ogni allenamento. Le scarpe, difficilmente possono essere lavate ogni volta, ma almeno sarebbe bene arieggiarle abbondantemente, anche per evitare sgradevoli odori.

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*Laureata in Biologia nel 2004, ha conseguito il dottorato di ricerca in Ecologia e Conservazione della Biodiversità pochi anni dopo a Roma, sua città natale. Negli ultimi 5 anni ha svolto attività di ricerca prevalentemente in ecologia, in Italia e all’estero. Ora si è convertita alla comunicazione della scienza con particolare riferimento a temi ambientali. Questo blog nasce per la sua passione di condividere e promuovere la cultura scientifica, con uno stile divulgativo semplice, accattivante ma rigoroso.

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