Quotidiani locali

Pegognaga e Motteggiana Passo avanti per la fusione

Oggi i consigli per unire tutti i servizi e il personale in “Terre di Zara e Po” I sindaci: «Vantaggi da reti e digitalizzazione. Gli uffici restano quelli di sempre»

PEGOGNAGA-MOTTEGGIANA. Il gran giorno è arrivato. Oggi Motteggiana e Pegognaga convoleranno alla totale unione di funzioni e personale stringendo un’alleanza amministrativa partita sei anni fa. Unione così stretta che il passaggio alla eventuale fusione sarà quasi indolore. Se il punto passerà stasera nei consigli comunali e poi il 4 dicembre in quello dell’Unione, nascerà un terzo ente che di fatto sarà principale poiché assommerà le capacità decisionali, con l’assemblea dell’Unione e quelle esecutive, visto che tutto il personale confluirà nella nuova struttura. “Terre di Zara e Po”, quasi 10mila abitanti, una cinquantina di dipendenti, sarà anche il contenitore e lo strumento di una rivoluzione che è ormai alle porte, facendo da battistrada per la digitalizzazione del territorio, vera sfida che renderà un ricordo del passato il campanilismo.

«Ormai abbiamo mollato gli ormeggi, non si torna indietro – dice il sindaco di Pegognaga Dimitri Melli –. Crediamo fermamente che l’Unione porti vantaggi concreti per i cittadini. Quali? Potremo fare delle assunzioni e aumentare l’organico, ci saranno più possibilità di assegnazione bandi a e fondi regionali, ci sarà più controllo del territorio e più offerta di servizi sociali. E questo mantenendo gli uffici per il pubblico come sono ora». In cambio c’è chi ritiene che si perderà la centralità dei propri municipi. «Questa è una posizione che guarda al passato. Ma ai nostri giovani cosa proponiamo? – replica il primo cittadino di Motteggiana Fabrizio Nosari –. Oggi dove tutti sono connessi e non ha più senso parlare di contrapposizione fra campagna e città, invece di mettere un municipio ogni frazione la gente ci chiede di poter avere reti veloci, servizi efficienti. Fare da casa al computer in un minuto una pratica che prima richiedeva un giorno. Il futuro è questo».

Un’Unione, insomma, che prefigura quanto potrà accadere fra anni, coi cittadini che da casa dialogano con il Comune. «Operazione culturale che privilegia il territorio e i cittadini e non le pastoie amministrative», dice Melli. Concretamente, se anche l’assemblea sindacale darà ok all’operazione, i 50 dipendenti saranno divisi in sei aree sempre più specializzate mentre la gestione delle pratiche burocratiche sarà pian piano conferita al Consorzio Oltrepò. I progetti promossi dai due Comuni sino al prossimo 31 dicembre saranno portata a termine, mentre dal 2018 sarà l’Unione a decidere. E dopo? «C’è uno studio per una Unione a sei, con Suzzara, Moglia, Gonzaga e San Benedetto. Mantova ha 48mila abitanti e qui siamo 55mila, ma la proposta pare per ora a rilento – conclude Nosari –. Noi siamo aperti ad altri partner, senza escludere una possibile fusione finale».

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista