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Per il depuratore si aprono nuovi spiragli

Asola. Sindaci a Roma al ministero. Favalli: «Tempi stretti, ma i nostri rilievi saranno presi in esame»

ASOLA. I sindaci del Basso Chiese saranno ascoltati nuovamente a Roma per verificare possibili modifiche tecniche al progetto del maxi depuratore del Garda. È questo l’esito dell’incontro tenutosi ieri pomeriggio al ministero dell’Ambiente e che ha visto una delegazione di primi cittadini capitanata da Raffaele Favalli (Asola), Francesco Piacentini (Visano) e Maurizio Donini (Acquafredda), assente per precedenti impegni Franco Perini di Casalmoro.

La delegazione, accompagnata dal deputato Marco Carra (Pd) è stata ricevuta dal segretario generale e dal dirigente d’area che si occupa della questione. Il maxi impianto si affiancherebbe a quello esistente di Peschiera per dividere la depurazione della sponda bresciana da quella veronese, raddoppiando la potenzialità. L’impianto di trattamento finale (225mila abitanti equivalenti) sarebbe stato individuato a Visano, nel Basso corso del Chiese, creando notevole preoccupazione nella zona. Il progetto da oltre 230 milioni, dei quali 100 già stanziati da Roma, prevede infatti una lunga conduttura (34 km) sotterranea per portare i reflui dalle sponde gardesane sino all’altezza di Casalmoro-Asola.

«Abbiamo illustrato i nostri dubbi e le criticità che abbiamo individuato in questo progetto –ha spiegato Favalli –. Abbiamo potuto apprezzare l’attenzione con la quale siamo stati ascoltati. I tempi stringono, perché l’individuazione del progettista per il definivo avverrà entro pochi giorni, ma abbiamo ottenuto di riaprire un tavolo tecnico che si terrà o qui a Roma o in Regione».

Ma cosa lamentano i sindaci? «Il nostro comitato istituzionale ha incaricato l’università di Parma di eseguire un controstudio – spiega il primo cittadino asolano -. Da questo abbiamo avuto conferma delle nostre preoccupazioni. Intanto, il progetto del depuratore si basa su studi di portata del Chiese del 2006 che vanno assolutamente aggiornati. Ma già questo stesso studio dice che l’auto-depurazione del fiume è scarsa e a valle di Visano peggiora. Inoltre non viene considerato né lo scenario peggiore, le bombe d’acqua estive, né tantomeno l’opzione di creare il depuratore a Lonato, vicino al Garda». «L’incontro è stato postivo - il commento di Carra - Ma ora la Regione deve muoversi a fianco dei Comuni».

Francesco Romani

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