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Morte di Sancho. Si torna in aula per capire la verità

Il rigattiere 75enne di Motteggiana fu ripescato dalle acque del Po proprio sotto il ponte di Motteggiana il 3 agosto 2010 con la testa fracassata

MOTTEGGIANA. Di sicuro, al momento, c’è solo che “Sancho” è morto. Il corpo senza vita di Vittore Tirelli, rigattiere 75enne di Motteggiana, fu ripescato dalle acque del Po proprio sotto il ponte di Motteggiana il 3 agosto 2010. Aveva la testa fracassata. E il camper in cui il pensionato viveva, nella stessa cava, fu trovato a soqquadro. Sin dai primi istanti di quel giorno di oltre sette anni fa, però, le indagini arrivarono a un bivio: un incidente o un omicidio? Quanto alla prima soluzione, si ipotizzò una caduta accidentale dalla passerella del pontile davanti alla cava. Ma sin da subito si fece strada l’ipotesi del delitto: «Forse è venuto qualcuno a rubargli i soldi e lui lo ha sorpreso» disse per esempio il fratello.

Da allora si sono chiuse le indagini e si sono svolti già tre processi. Nel ruolo di unico imputato, il muratore oggi 37enne Raffaele Galdini, che in aula è finito con l’accusa di omicidio. Sarebbe stato lui, secondo la tesi sostenuta dalla procura, a uccidere “Sancho” spingendolo giù dall’argine del Po, facendolo precipitare da un’altezza di sette metri, come reazione al rifiuto di Tirelli di consegnargli i soldi della sua pensione (come era invece accaduto in precedenza).

Ma la verità giudiziaria ha continuato a oscillare tra le due opposte soluzioni emerse sin dalla prima ora. In primo grado, al tribunale di Mantova, Galdini è stato assolto. Per i giudici fu incidente, e Galdini avrebbe avuto come unica colpa quella di aver tardato a dare l’allarme in preda all’agitazione. Poi c’è stato il giudizio di appello, e i giudici di Brescia l’hanno pensata diversamente: condanna a 16 anni di Galdini per omicidio. Ma non è finita, perché nel maggio 2016 c si arriva in Cassazione, e la Suprema corte annulla tutto e rinvia il caso alla corte d’appello di Milano. Ora si ricomincia da qui, dal secondo grado di giudizio. Per stabilire la verità.
 

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