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IL CASO

Nomadi verso Moglia, ma una cordata corre per superarli all’asta

Il 6 dicembre la vendita della casa di via Valle san Martino. Il sindaco: «Il Comune non c’entra, è una trattativa fra privati» 

MOGLIA. Le famiglie nomadi che il Comune di Mirandola, in provincia di Modena. intende trasferire dal proprio territorio hanno confermato l’intenzione di acquistare il 6 dicembre all’asta una villetta su due piani con annesso capannone in via Valle San Martino a Moglia (offerta minima 12mila euro). Ma un gruppo di cittadini, preoccupato dell’arrivo del gruppo familiare composto da undici persone, alcune delle quali con precedenti e periodi di carcerazione, sta cercando di costituire una cordata per acquistare a sua volta l’immobile, bloccando così l’operazione. «È una vicenda che purtroppo passa sulle nostre teste – ha spiegato il sindaco Simona Maretti – Non siamo stati avvertiti dai colleghi modenesi di quanto stava accadendo e nemmeno possiamo intervenire, trattandosi di una vicenda immobiliare fra privati».

Tutto nasce dal 2014 quando, dopo avere percepito dal 2012 il contributo per autonoma sistemazione, i due gruppi familiari di nomadi ospitati in alcune roulotte in via Manuzio a Mirandola chiedono al Comune un aiuto per trasferirsi, disponendo come introito solamente di una pensione. L’abitazione della quale disponevano, una casa nella frazione mirandolese di San Martino Spino, è stata lesionata dal terremoto del 2012. Dopo un periodo in area camper e lo spostamento vicino al cimitero, in via Manuzio, i nomadi sono ora nella condizione di potersi trasferire, vendendo l’immobile di San Martino ed acquistandone un altro grazie alla mediazione dei volontari dell’associazione modenese “Il Porto”. Nel corso dei sopralluoghi sarebbe stata individuata un casa a Revere, poi scartata. Il gruppo di nomadi ha alla fine preferito quella di Moglia essendo vicina ad alcuni parenti che hanno a Novi di Modena e carpi.

«Ci siamo incontrati con il Comune di Mirandola – ha spiegato il sindaco Simona Maretti in consiglio comunale replicando alla richiesta di chiarimenti della minoranza – La vicenda purtroppo ci vede spettatori in quanto è una compravendita privata. Certo abbiamo rammentato a Mirandola il dispiacere per non essere comunque stati avvertiti».

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