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Pegognaga. Unione: minoranze critiche

PEGOGNAGA. Dal gennaio 2018 sarà operativa l’Unione delle funzioni amministrative e del personale fra i comuni di Pegognaga e di Motteggiana, un terzo ente dotato di capacità decisionali ed esecutive...

PEGOGNAGA. Dal gennaio 2018 sarà operativa l’Unione delle funzioni amministrative e del personale fra i comuni di Pegognaga e di Motteggiana, un terzo ente dotato di capacità decisionali ed esecutive sul territorio dei due comuni con una popolazione di circa 10.000 abitanti e una cinquantina di dipendenti.

L’Unione Terre di Zara e di Po è stata approvata dal consiglio comunale a maggioranza e con il voto contrario di Insieme e di Alternativa. Il primo cittadino Dimitri Melli, che sarà sindaco dell’Unione, ha ribadito che la scelta porterà vantaggi ai cittadini e sarà fondamentale per mantenere e migliorare i servizi alla comunità. «Siamo convinti della scelta – ha detto Melli – per dare un futuro alla nostra comunità ed auspico che l’Unione si possa allargare ad altri comuni».

«All’Unione saranno conferiti tutti i servizi municipali e al Comune cosa rimarrà?», si è chiesta Daniela Nizzola di Insieme.

«Rimarrà una parvenza di consiglio comunale subordinato alle decisioni finali di una giunta d’Unione – ha stigmatizzato Nizzola -. Non ci sono motivazioni di tipo logistico-geografico dal momento che Motteggiana risulta essere più vicina a Suzzara. Né sono da prendere in carico motivazioni di tipo storico-sociale. Allora tutto ciò in nome di cosa? Di un pugno di euro che aiuta a risolvere probabilmente parte di quelle criticità frutto di scelte rivelatesi sbagliate».

Il capogruppo di Alternativa Tertulliano Lasagna ha ribadito che l’Unione è un primo passo verso la fusione.

«Si crea una situazione confezionata con l’intenzione futura di chiamare i cittadini non a un referendum ma ad un plebiscito. Siamo nell'era digitale – ha continuato Lasagna - ma i vantaggi di unire non possono obbligarci su una strada che poi difficilmente avrà un ritorno. La nostra opinione è di lavorare per convenzioni di servizi e funzioni tra i sei comuni del nostro distretto senza rinunciare all’autonomia».

Vittorio Negrelli

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