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Caso Palazzi, prime mosse dei legali. Ma la difesa incassa un no

Gli avvocati del sindaco: «Acquisire solo gli sms con la donna». Richiesta respinta. Tutta la memoria del telefono sarà trascritta. Sentita anche la dirigente Pagliari

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Al centro delle indagini un lungo scambio di messaggi e fotografie tra il sindaco di Mantova e la vicepresidente di un'associazione culturale cittadina. Ecco cosa è successo, quali sono state le reazioni delle persone coinvolte, quali quelle della politica e cosa rischia il primo cittadino.
di Alessandro Taraschi

MANTOVA. Tutti i messaggi e tutte le foto contenuti nel telefonino del sindaco Mattia Palazzi, della presidente e vicepresidente dell’associazione oggetto dell’indagine e della responsabile di un altro sodalizio sentita di recente dai carabinieri saranno copiati e trascritti. Ieri mattina la Procura ha affidato ufficialmente l’incarico a un perito che dovrà eseguire l’operazione. Operazione a cui assisterà anche il tecnico nominato dalla difesa. Tempo massimo: quindici giorni. All’assegnazione della perizia, oltre ai tecnici citati, erano presenti anche gli avvocati di tutte le parti in causa. Quelli della difesa hanno però sollevato due eccezioni.

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Hanno chiesto di poter escludere dalle trascrizioni foto e messaggi non inerenti all’indagine. Ma la richiesta è stata respinta. Verrà effettuata la copia forense, vale a dire che sarà copiato tutto integralmente e solo in un secondo momento potrebbe scattare una selezione, se ritenuta opportuna. La seconda eccezione, che è di particolare rilievo, riguarda la cosiddetta catena di custodia. Ovvero la certezza che, al momento del sequestro, il telefonino non sia stato toccato e che fosse quindi integro. A questo proposito la difesa ha preso atto e ha fatto mettere a verbale che i reperti non erano stati sigillati. A chiarire questi due aspetti l’avvocato Giacomo Lunghini, che ieri ha anche avuto un breve incontro con il sindaco Palazzi.

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È del 1° dicembre intanto la notizia che i carabinieri, poche ore prima dell’interrogatorio del sindaco in Procura, hanno convocato in via Chiassi Irma Pagliari, la dirigente del settore istruzione del Comune. Gli investigatori le hanno chiesto informazioni riguardanti il carteggio intercorso tra via Roma e l’associazione la cui vicepresidente sarebbe stata oggetto della tentata concussione a scopo sessuale del primo cittadino. Carteggio che era già nelle mani degli investigatori e sul quale è stata posta alla dirigente una lunga serie di domande.

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La Pagliari ha spiegato la prassi che di solito viene seguita, tenendo presente che esiste un regolamento sia per il patrocinio, che è gratuito, che per la concessione del contributo. La richiesta, solitamente, viene indirizzata all’assessorato che, dopo averlo valutata, esprime un parere. Nel caso specifico è stato sfavorevole. Ma il sindaco (che nel caso di Palazzi ha anche la delega alla cultura) ha sempre l’ultima parola: può decidere, se ritiene, di autorizzare sia il patrocinio che il contributo anche su parere contrario dell’assessorato. In questo caso la somma richiesta dall’associazione non superava i tremila euro ed era stata negata.

In questi giorni, lo ricordiamo, i carabinieri hanno convocato e sentito anche Marianna Pavesi, assessore all’istruzione, come persona informata sui fatti. L’assessorato, com’è noto, ha gestito la pratica del patrocinio all’associazione che è oggetto dell’indagine. I guai del sindaco sono partiti proprio da lì. È infatti accusato dalla Procura d’aver chiesto alla vicepresidente dei favori sessuali per non intralciarne l’attività.

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