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Spettacoli e libri. Al via la rassegna curata dalle scuole

Torna “Librarsi”, il tema centrale saranno i ponti. La dirigente Bartoli: «Un luogo di costruzione di idee»

ASOLA. Ad Asola c’è un Istituto comprensivo che non si ferma mai e che, con la collaborazione di varie realtà quali la Fondazione Comunità Mantovana, Exodus e lo Studio Pegaso, e grazie alle amministrazioni comunali e agli insegnanti di Asola, Casalmoro, Mariana Mantovana e Redondesco ha reso possibile, anche per quest’anno, la realizzazione del progetto “Librarsi”, inaugurato il 30 novembre e iniziato il 2 dicembre con lo spettacolo “Le 12 fatiche di Ercole” messo in scena dalla contrada San Marco all’interno del teatro San Carlo.

La consapevolezza che molto si può e si deve fare si è notata dalla vasta presenza nell’auditorium dell’istituto. Un momento conviviale, di scambio di saluti, impressioni, emozioni e auguri. «Tutto quello che questo istituto riesce a mettere in atto è grazie a coloro che investono sull’istruzione - ha commentato la dirigente Luisa Bartoli -. La scuola è luogo di costruzione di idee, cittadinanza, possibilità di crescere assieme». Il progetto di Librarsi vede la partenza vera e propria in questo periodo dell’anno, dopo l’accoglienza e prima delle festività natalizie. Il tema del triennio 2016/2019 è quello del ponte: tra scuola-genitori, scuola-alunni, scuola-territorio e verso se stessa, per migliorarsi, sempre. «Ogni viaggio porta con se un bagaglio per arrivare a una meta che può essere luogo ma anche non luogo, rappresentazioni di mete ideali. Associare alle immagini e alle costruzioni significati importanti», ha aggiunto la dirigente.

Tra i presenti all’incontro di giovedì anche Daniele Ossola, scrittore di libri e sceneggiature, attore, regista, e coordinatore di laboratori, che, prendendo spunto da alcuni passi della sua opera “Storie di Tanti”, ha puntualizzato cosa potrebbero essere i luoghi e i non luoghi.

La presentazione di Davide Sibaldi, invece, ha posto i riflettori su un libro da lui scritto “Giuseppe e lo sputafuco” che attraverso un racconto di pirati si collega ad un argomento più ampio entrando anche nell’ottica dell’integrazione non solo razziale ma anche di disabilità. Il testo ha avuto un particolare successo in una scuola di Ghedi che ha chiesto all’autore di realizzare uno spettacolo con 45 bambini di otto anni. Da una documentario di soli 10 minuti, è nato un film con tematiche complesse tanto che anche Amnesty International e Unicef si sono interessate alla tematica. «Immancabile, per la realizzazione di un progetto di questa entità, anche la presenza di genitori volenterosi, di librerie disponibili, Centroscuola e Timpetill, sempre pronte a collaborare per l’apprendimento e la crescita degli adulti di domani e dei gruppi culturali del territorio, Pensatoio, Civico 40», ha concluso la dirigente ringraziando chi ha collaborato al progetto.

Questo weekend l’istituto ha in programma numerosi incontri, tutti visionabili sul sito www.istitutocomprensivoasola.gov.it.
 

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