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Capitan Francesco e la nazionale amputati: l'incontro con i ragazzi di Viadana

La testimonianza di fronte a una settantina di giovani dell'oratorio Castello Francesco Messori

VIADANA. Circa settanta ragazzi, dai 14 ai 18 anni di età, hanno incontrato lunedì all’oratorio di Castello Francesco Messori, capitano della nazionale italiana di calcio amputati. Il 19enne atleta reggiano ha portato al Gruppo adolescenti parrocchiale una bella testimonianza, raccontando la sua capacità di accettarsi nonostante i limiti fisici, la sua voglia di credere nei sogni senza arrendersi alle difficoltà, il rifiuto di droghe e scorciatoie. Nessuno scoraggiamento: «In fin dei conti è solo una gamba in meno». “It’s only one leg less” è proprio lo slogan che il calciatore si è fatto tatuare sul collo. «Quando sono nato con una gamba sola – ha aggiunto – mia nonna ha scritto sulla lavagna di casa “Dio, se toglie, dà di più”. La scritta c’è ancora».

Messori ha raccontato vari episodi: il reclutamento dei compagni di squadra tramite facebook, quando era solo 14enne; il sostegno dato al progetto dal Centro sportivo italiano; la speranza donata ad altri giovani (alcuni avevano magari perso l’arto per un incidente, e temevano di non poter più fare sport); l’incontro con papa Francesco; l’auspicio che il progetto possa entrare nell’orbita Figc, così da contare su qualche contributo per l’attività. Messori si è trattenuto a cena con ragazzi, sacerdoti ed educatori, e ha mostrato la sua abilità nel palleggiare con le stampelle. Nelle settimane scorse il video di presentazione della squadra è divenuto virale sui social: a differenza della nazionale maggiore, quella Amputati andrà ai Mondiali (Messico 2018).

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