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È iniziato il lavoro per il maxi pilone del ponte di San Benedetto

La ditta consolida l’area dove saranno fatti i montaggi e prepara la base per i pilastri in acqua sul Po

SAN BENEDETTO PO. Entrano nel vivo le opere per la costruzione del nuovo ponte di San Benedetto Po, una riqualificazione da quasi 34 milioni di euro affidata dalla Provincia al raggruppamento Toto spa di Chieti e Vezzola spa di Lonato. Nelle scorse settimane si è iniziato a consolidare la sponda dell’area che sarà utilizzata come cantiere di montaggio delle nuove strutture metalliche, il cosiddetto impalcato. Nel frattempo sono comparsi sulla sponda di San Benedetto anche i grandi tubi che serviranno a formare i pilastri sui quali sorgerà il maxi pilone al centro dell’alveo che reggerà il nuovo ponte il tempo necessario per la demolizione del vecchio.

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Il progetto esecutivo della nuova infrastruttura che sostituirà quella costruita negli anni ’70 ed irrimediabilmente danneggiata dal terremoto del 2012 era stato approvato a fine aprile dalla Provincia che aveva anche autorizzato le ditte a procedere con le attività propedeutiche al cantiere vero e proprio. In particolare la pulizia delle aree tramite l’estirpazione degli arbusti ed il taglio degli alberi esistenti.

Nel corso dei mesi successi si è provveduto alla bonifica da ordigni bellici sia su terra ferma (area di cantiere) sia in corrispondenza del fiume Po (aree di varo e di demolizione del ponte esistente). Le operazioni si sono concluse alla fine del mese di ottobre con il collaudo.

Nuovo ponte di San Benedetto: il sopralluogo L'opera sarà 2.0, tra app e sensori. Ecco la video presentazione ufficiale del progetto


Durante la bonifica da ordigni bellici, a luglio, è emersa la presenza di rifiuti interrati per i quali è stata fatta la comunicazione al Comune di San Benedetto, che ha provveduto ad espletare la procedura per dar seguito alla rimozione di tali ritrovamenti (conferenza di servizi per acquisizione pareri). Tutto si è risolto con lo spostamento di 1.500 metri cubi di materiale per una spesa di 75mila euro.

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Ora è iniziata la fase due: la predisposizione dell’area del cantiere, che sarà difeso dalle piene da un “muro” metallico creato con lastre accostate, le cosiddette palancole.

Sistema che sarà usato anche al centro dell’alveo per creare una camera asciutta dentro la quale enormi trivelle perforeranno il fondale sino alla profondità di 70 metri. Attualmente nell’area del porto sono stati depositati gli enormi tubi che saranno infissi nel fondo del fiume e che incamiceranno le enormi colonne infisse per sorreggere il pilone unico. Rinforzati al loro interno con reti e tondini metallici e quindi riempiti di calcestruzzo, saranno il “piede” sul quale sarà costruito il pilastro centrale del viadotto provvisorio (a valle dell’attuale sede stradale, ma anche del nuovo ponte una volta che quello vecchio sarà demolito.

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Per quanto riguarda infine la chiusura notturna del 28 novembre scorso, è servita per comprendere il grado di vulnerabilità sismica della parte del ponte che non sarà demolita e che sarà raccordata a quella in costruzione.

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