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Il glifosato e gli effetti sulla salute: risultati ancora controversi

È innocuo o fa male alla salute? Nonostante sia in commercio dal 1974 non sono ancora chiariti gli effetti di questo erbicida sull’uomo. Dal mondo scientifico arrivano comunque richiami al principio di precauzione

MANTOVA. Dall’Italia arriva un nuovo studio indipendente sugli effetti del glifosato. Il centro di ricerca sul cancro dell'Istituto Ramazzini sta conducendo un esperimento, in collaborazione con una rete di autorevoli partner, per mettere in evidenza eventuali effetti sulla salute dell’erbicida. Lo studio pilota ha già evidenziato che l’esposizione alla dose giornaliera consentita negli Usa per 90 giorni è in grado di alterare alcuni parametri biologici relativi a sviluppo sessuale, Dna e flora batterica intestinale. Questi potrebbero porterebbero a patologie legate al glifosato, che non sono ancora state studiate in maniera esaustiva.

Il glifosato, l’erbicida più utilizzato al mondo, è un diserbante di facile utilizzo perché, spruzzato prima della semina, elimina tutte le erbe infestanti. Si può usare anche dopo la semina, se le colture sono geneticamente modificate proprio per resistere al glifosato. L’uso del glifosato risale al 1974 e si è accresciuto di 100 volte negli ultimi 40 anni. Conseguentemente anche l’esposizione umana a questa sostanza è aumentata nel tempo.

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Tra le ben note fonti di emissioni nocive spicca la combustione della legna e suoi derivati. I biocombustibili sono incentivati come fonti energetiche rinnovabili, ma occorre impiegare i nuovi impianti ad alta resa e con filtri per il particolato atmosferico per ridurre le emissioni anche in questo comparto. E poi siamo così sicuri che tagliare alberi per bruciarli sia sempre positivo per le politiche climatiche?

Siamo davvero esposti al glifosato? Di sicuro i più esposti sono i lavoratori agricoli, però indirettamente lo siamo quasi tutti. Uno studio del 2013 ha  analizzato l’urina di 188 volontari in 18 paesi e il glifosato  è stato riscontrato nel 43% dei casi. La principale fonte di assunzione è il cibo: pane, pasta, farina e derivati, e presumibilmente anche carne, visto che tracce di glifosato sono presenti anche nei mangimi utilizzati negli allevamenti. Ritroviamo questo diserbante (e i suoi principale prodotto di degradazione) anche nell’ambiente. Infatti queste sostanze sono tra i principali contaminanti delle acque superficiali , particolarmente dannosi per flora e fauna con effetti persistenti. Il glifosato potrebbe quindi anche arrivare a contaminare le fonti di acqua potabile.

I glifosato è "probabilmente cancerogeno” per l’uomo secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc). Questa conclusione è stata raggiunta nel 2015 a seguito di un rilevante lavoro di revisione di studi scientifici. La patologia legata all’esposizione al glifosato dei lavoratori agricoli sarebbe il linfoma non-Hodgkin. Lo Iarc aveva anche evidenziato la capacità del glifosato di causare danni al DNA ed ai cromosomi nelle cellule umane in popolazioni esposte a questa sostanza nell’aria (ad esempio in abitazioni vicine a campi coltivati).

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I dibattiti sulla tossicità. Più rassicurante l'Autorità europea per la sicurezza alimentare ( EFSA ) che definisce “ improbabile ” il rischio che il glifosato comporti lo sviluppo di cancro se assunto con l'alimentazione. La European Chemical Agency (Agenzia europea per le sostanze chimiche - ECHA) definisce il glifosato come sostanza tossica per fauna e flora acquatiche, con effetti persistenti, ma nell’uomo evidenzia “solo” danni importanti agli occhi.

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Per spiegare le differenti conclusioni sulla cancerogenicità un nuovo studio pubblicato nel 2017 sulla rivista scientifica Journal of Epidemiology and Community Health evidenzia conflitti di interesse dei membri della commissione dell’EFSA, che avevano lavorato per le industrie chimiche legate alla produzione dell’erbicida. Lo studio che ha esaminato i più recenti lavori scientifici sugli effetti del glifosato sull’uomo sottolinea, infatti, numerosi potenziali effetti sulla salute. Questa sostanza può interferire con il sistema ormonale in caso di esposizione diretta nell’aria. Inoltre, in sistemi di laboratorio, si è evidenziata una relazione tra glifosato e diverse malattie del fegato, disturbi nello sviluppo embrionale e problemi riproduttivi.

Il glifosato è sempre usato come miscela con altre sostanze chimiche: queste potrebbero peggiorare i suoi effetti sull’uomo e sull’ambiente e dovrebbero essere testate in toto quanto si definiscono i limiti consentiti di esposizione . Non dimentichiamoci che si tratta di una bomba ecologica: gli effetti tossici persistenti sulle acque non sono mai stati messi in discussione. Inoltre, vista la mole di lavori indipendenti pubblicati su riviste scientifiche che evidenziano tutta una serie di preoccupanti effetti sulla salute, la prudenza sembra una norma di buon senso in attesa di risultati definitivi.

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