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Palestra fredda, Zacchi nel mirino

Poggio Rusco. Le opposizioni all’attacco dopo lo stop per la temperatura: «Ancora improvvisazione»

POGGIO RUSCO. Opposizioni all'attacco sulla nuova palestra di Poggio Rusco, chiusa dopo il problema al riscaldamento raccontato ieri dalla Gazzetta di Mantova.

«Si sarebbe dovuto aspettare che fosse pronto il polo tecnico – dice Dante Marangoni di Poggio che cambia – invece si è voluto precorrere i tempi e poi sono nati i problemi, perché l'impianto di riscaldamento non era pronto. Si tratta di uno stile ricorrente: l'improvvisazione».

L'amministrazione aveva fatto questa scelta perché voleva dare alle scuole e alle società sportive la struttura il prima possibile, quindi aveva optato per collegare l'impianto termico a quello delle medie. Tra ieri e oggi sono stati fatti degli interventi tecnici per risolvere la situazione e continuare a garantire l'utilizzo della palestra.

Da sempre maggioranza e opposizioni si affrontano sul tema della ricostruzione dopo il terremoto del 2012 e il piano dell'amministrazione da sempre viene contestato dalle altre formazioni, lo scontro è stato duro anche nella campagna elettorale dello scorso anno.

La nuova palestra scolastica di Poggio è la prima grande opera della ricostruzione che vede la luce, non senza polemiche e ora i disguidi al riscaldamento offrono alle opposizioni l'occasione per attaccare a tutto campo.

«Erano stati già spesi cinquantamila euro per intervenire sulla vecchia palestra – continua Marangoni – intervento che era a scadenza e quello stabile è stato poi abbattuto, Come dico da tempo si tratta di una gestione delle risorse non oculata».

L'amministrazione aveva difeso quella scelta dicendo di puntare al massimo sulla sicurezza.

A rincarare la dose ci pensa poi l'altra minoranza, Poggio c'è, con Francesco Cevolani: «Se il buon giorno si vede dal mattino, c’è poco da stare sereni. Già a livello di spesa, interamente a carico del Comune e non dei fondi statali per la ricostruzione, è difficile non rilevare come il costo finale di circa un milione di euro di soli lavori equivalga a circa un il venti per cento in più rispetto ad analoghe strutture realizzate in tempi recenti. Ci sono state omissioni di progetto, riconosciute dallo stesso Comune, che sono state fra le cause di una variante, con spesa aggiuntiva di circa trentottomila euro. È poi appena il caso di citare le oramai ampiamente note problematiche legate al riscaldamento della palestra che, prima o poi, verranno certamente sistemate, ma che la dicono lunga sull’approssimazione con cui si è operato».

Giorgio Pinotti

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