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Bozzolo, si tratta per salvare Pot e centro medico

Torchio in pressing sui dottori del San Restituto.  L’ipotesi: accordo pubblico-privato per sbloccare i fondi

BOZZOLO. Dal no secco al Pot (Presidio ospedaliero territoriale) che durava ormai dalla venuta dell’assessore regionale Giulio Gallera, a marzo, si è passati ad una fase più costruttiva. Protagonisti i medici di base.
Si lavora ad una soluzione pubblico-privato piuttosto complessa, e sulla quale comunque l’ultima parola sarà del direttore generale dell’Asst Luca Stucchi. Questo il risultato dell’ultimo lungo incontro tra il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio e la sua giunta con il direttore sanitario del centro medico San Restituto, Fausto Bettellini, accompagnato da una rappresentanza del pediatra e dei dieci medici di base che esercitano al centro (comuni di Bozzolo, S. Martino, Marcaria, Gazzuolo e Rivarolo).

I medici partono dalla considerazione di essere liberi professionisti organizzati in gruppo e aderenti alla cooperativa medica di Bergamo che raggruppa circa 700 medici di base lombardi (in buona parte contrari alla riforma sanitaria) e di aver dichiarato all’Asst di non essere disponibili per la realizzazione del Pot. Il sindaco, invece, preme perché il progetto del Pot, con gli investimenti per 1,7 milioni sull’ospedale, vada in porto, e conta sulla partecipazione dei medici reputandoli fondamentali per il funzionamento del progetto.
Per Torchio la realizzazione del Pot prescinde dalla posizione sulla riforma sanitaria. L’imminenza delle prossime elezioni, dice, è l’occasione per le forze politiche di dimostrare che quanto promesso viene mantenuto.
L’ipotesi sulla quale si lavora è realizzare una gestione binaria, pubblico-privato, in cui viene mantenuta l’organizzazione del centro medico compreso il suo personale di amministrazione e infermieristico. I medici si occuperebbero dei pazienti nelle camere del Pot all’ospedale.

Ma se questa è la cornice, come sarà il contenuto? I medici continueranno a visitare anche al San Restituto o solo all’ospedale? Senza di loro il centro medico rimarrà in attivo? Il personale infermieristico del centro lavorerà col personale pubblico dell’ospedale? Torchio per il momento non parla, ma ricorda che si è solo agli inizi dell’opera di mediazione che intende onorare con la massima sollecitudine.


 

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