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la variante 

Mantova, piano incompiuto al Dosso: via il sovrappasso mai fatto

Non ci sarà il collegamento tra le due ex statali Cremonese e Sabbionetana, cambia il vecchio piano attuativo di Dosso del Corso approvato nel 2005 e mai completato

MANTOVA. Cambia il vecchio piano attuativo di Dosso del Corso approvato nel 2005 e mai completato. Gli attuatori, la immobiliare Il Dosso in liquidazione e alcuni altri privati, hanno presentato in Comune una variante per eliminare dalla convenzione urbanistica il previsto, ma mai realizzato, collegamento sopraelevato tra le due ex statali Cremonese e Sabbionetana, per completare le opere di urbanizzazioni mancanti (asfalti e linea di smaltimento dell’acqua piovana per un costo di 230mila euro) e, soprattutto, per ridurre la superficie lorda di pavimento da destinare a residenziale dagli iniziali 44.574 metri quadrati a 34.711. Il comparto, infatti, viene mantenuto a prevalenza destinazione abitativa (con la possibilità di realizzare edifici di cinque piani), ma sono previsti anche insediamenti commerciali (medie strutture di vendita per l’esattezza). Per quanto riguarda le aree standard, sono previsti poco più di 22mila metri quadrati tra parcheggi (5.500 metri quadrati) e verde (16mila).

La giunta, giovedì, ha dato avvio al procedimento di verifica di assoggettabilità alla Vas per la variante al piano attuativo, presentata in variante al Piano di governo del territorio, individuando nei dirigenti Carmine Mastromarino e Giulia Moraschi le autorità di riferimento. In questo caso, trattandosi di una variante al Pgt, gli atti dovranno transitare due volte in consiglio comunale, prima per essere adottata e poi per essere approvata definitivamente. È stato anche approvato l’avvio del procedimento di variante al piano delle regole e al piano dei servizi del Pgt attualmente in vigore, a seguito del completamento di piani attuativi.

Sempre ieri, la giunta ha dato anche l’ok al procedimento di verifica di assoggettabilità alla Vas (Valutazione ambientale strategica). «I piani attuativi scaduti, che hanno realizzato tutti gli obblighi convenzionali – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Andrea Murari - potranno, attraverso la variante, vedere confermata la trasformazione avvenuta ed entrare a far parte del tessuto urbano consolidato con l'attribuzione delle regole edilizie conseguenti». Anche in questo caso la variante dovrà essere approvata dal consiglio comunale con il doppio passaggio.
 

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