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Orrore a Suzzara, mamma uccide i suoi bambini di 5 e 2 anni poi tenta il suicidio

La mamma 39enne prima ha soffocato la figlia, poi ha accoltellato a morte il bimbo più grande, infine ha cercato di togliersi la vita. Il corpo del bimbo di 5 anni ritrovato accanto alla donna su un'auto in golena a Luzzara. Nella loro abitazione i carabinieri hanno poi trovato anche la bambina di 2 anni priva di vita

Orrore a Suzzara, mamma uccide i due bambini di 5 e 2 anni poi tenta il suicidio Orrore a Suzzara. Una mamma di 39 anni, Antonella Barbieri, ha ucciso i suoi due bambini di 5 e 2 anni poi ha cercato di suicidarsi con una coltellata alla pancia. La donna, ex modella sposata con l'ex rugbista di Viadana, Aironi e nazionale Andrea Benatti, avrebbe soffocato la bimba di due anni, il cui cadavere è stato scoperto in un secondo momento, dopodiché si è diretta in golena a Luzzara. Qui è stata trovata da un pastore che ha avvisato i carabinieri perché la donna aveva una coperta sporca di sangue. Sotto la coperta il coltello piantato nella sua pancia e il piccolo di 5 anni ormai morto. (Video Stefano Saccani)

LUZZARA. Per completare il più innaturale dei delitti ha scelto un posto quasi inaccessibile. Dopo aver ucciso Kim, la figlia di due anni, nella casa di famiglia di Suzzara, Antonella Barbieri ha scelto la golena del Po a Luzzara per uccidere il suo primogenito Lorenzo, 5 anni. La mamma 39enne ha completato il duplice omicidio dei figli nella sua auto, impantanata nella golena del Po, in un posto a due passi dalla ciclabile ma nascosto e raggiungibile dalle automobili solo con grande fatica. Indescrivibile il dolore del marito Andrea Benatti, ex rugbista del Viadana, degli Aironi e della Nazionale, che in quel momento era al lavoro a Motteggiana.

Qui ha ammazzato il piccolo con una singola coltellata al cuore. Poi ha deciso di uccidersi ma non ha avuto la stessa lucida determinazione: si è ferita il petto con un coltello da cucina, più volte, ma non ha toccato organi vitali e ora è ricoverata nell’ospedale di Reggio Emilia. Non è in pericolo di vita.



A trovare la donna ferita e il figlio morto è stato nel pomeriggio di giovedì un pastore, Alfredo Contarino. Stava pascolando il suo gregge a poche centinaia di metri dal grande fiume in località Fogarino, quando ha notato la Fiat Stilo impantanata nel fango della golena.

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La testimonianza del pastore

Pensava solamente di aiutare un automobilista rimasto impantanato nell’area golenale “Fogarino” che chissà quante volte ha “battuto” con le sue pecore. Invece...È stato il pastore d’origine siciliana Alfredo Contarino, che vive a Brescello, a dare l’allarme



Si è avvicinato all’auto e ha visto dentro madre e figlio entrambi sotto una coperto. Sul sedile di destra c’era Lorenzo, già morto ma seminascosto. Al posto di guida c’era Antonella. Contarino ha provato a chiedere se avessero avuto problemi con l’auto, la donna ha negato ma il pastore ha notato delle tracce di sangue. Nella sua mente si è delineato il dramma ed è andato a chiedere aiuto nella caserma dei carabinieri.

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I militari hanno raggiunto la golena e hanno scoperto l’omicidio del piccolo e il tentato suicidio della madre. La donna aveva ancora conficcato addosso il coltello da cucina, probabilmente lo stesso che ha usato per colpire e uccidere il figlio. A Fogarino sono arrivati anche i vigili del fuoco, il 118, la polizia municipale, ma quello in scena sulla sponda destra del Po era solo la prima parte della tragedia famigliare. Quando i carabinieri hanno scoperto che la casalinga originaria di Carpi era madre anche di una bambina, hanno cominciato a cercare la piccola Mia. L’hanno cercata in golena, sperando che la madre l’avesse risparmiata o che la bimba fosse riuscita a salvarsi. Purtroppo, a trovare la piccola di due anni sono stati i colleghi di Suzzara. Era sempre rimasta nella casa di famiglia, in via Opi, ma non ha avuto una sorte diversa dal fratellino. I carabinieri l’hanno trovata morta in un lettino, con tutta probabilità soffocata dalla madre con un cuscino.



Lungo le due sponde del Po il sole stava calando e la nebbia salendo. Il freddo pungente e umido ricopriva ogni cosa nella golena quando il dramma si è delineato nella sua interezza. Da una parte c’era una donna vittima di un raptus di follia, con piantato in corpo il coltello con cui ha tentato di togliersi la vita e ha ucciso il suo figlioletto di 5 anni. A pochi chilometri di distanza l’altra figlia di due anni soffocata nel letto. Notizie terribili che i militari hanno dovuto portare al marito e padre delle vittime. L’uomo stava lavorando nell’omonima azienda di famiglia, un’officina che ripara automezzi di trasporto e veicoli industriali in via Fermi a Motteggiana, proprio lungo la strada che porta a Suzzara.

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I due erano sposati dal 2010 ed erano molto conosciuti. Lui è un noto ex rugbista, oltre che un apprezzato imprenditore. Una situazione familiare complicata e, come l’epilogo dimostra, un quadro psichico molto delicato. Tutto lascia pensare che la donna sia precipitata in uno stato di gravissimo disagio.

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Da subito il pm Maria Rita Pantani ha avviato le indagini per ricostruire l’accaduto. La pista più probabile è proprio quella del gesto di follia causato dalla depressione.

Nei confronti di Antonella Barbieri sarà emesso un provvedimento di fermo probabilmente già oggi. Nella serata di giovedì non era ancora stata sentita formalmente. Ora è ricoverata nell’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. I medici hanno medicato le ferite e hanno escluso pericoli per la sua vita. Una vita che potrebbe essere messa a rischio da un altro raptus suicida e per questo la sua stanza è guardata a vista dai carabinieri.

I carabinieri nella casa di Suzzara...
I carabinieri nella casa di Suzzara dove è stata ritrovata la piccola di 2 anni


Le indagini proseguiranno oggi per accertare la dinamica di quello che è successo e i motivi che hanno portato la donna a compiere un gesto così tremendo. Bisogna stabilire con certezza l’ora della morte della piccola Kim. Provare a scoprire perché Antonella abbia scelto la golena di Luzzara per uccidere Lorenzo e tentare di togliersi la vita. Capire se si sia impantanata in golena mentre cercava di raggiungere il grande fiume e, non riuscendoci, abbia comunque deciso di “giustiziare” il suo primogenito Lorenzo.

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