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Cresce la polemica sui profughi. Il sindaco: regole da rispettare

Le accuse: vanno in bici in strade buie senza pettorina, prendono il treno senza biglietto, questua molesta davanti ai supermercati. Torchio scrive alle cooperative che li ospitano nella zona

BOZZOLO. E' di nuovo polemica, a Bozzolo, sui profughi. Stavolta per di più c'entrerebbero poco quelli del posto. Verrebbero per lo più dai paesi vicini di Rivarolo e in minore misura Tornata e Calvatone. Le accuse sono rivolte soprattutto contro il sindaco Giuseppe Torchio e l'amministrazione che farebbero poco. Il sindaco ammette i problemi ma dice di non poter fare di più, mentre il vicesindaco Giampaolo Bosi sta preparando, nonostante le critiche della precedente, una nuova ordinanza antiaccattonaggio in linea col decreto Minniti. I 15 profughi di Bozzolo infatti non sembra siano coinvolti più di tanto, sicuramente di più sono quelli di Rivarolo che sarebbero una decina di fissi ma che a volte sarebbero stati contati in 39 alloggiati all'ex discoteca Furore vicino a Bozzolo, diventata una hub di smistamento. Tornata invece avrebbe punte di 35, Calvatone 11.

Questi giovani frequentano Bozzolo per le maggiori opportunità in particolare per la presenza della stazione. Il problema più segnalato è la pericolosità che creano sulle strade con biciclette a volte prive di illuminazione e senza pettorine catarifrangenti. E' ricorrente poi il fenomeno di profughi tra i 10 e i 20 che prendono il treno senza biglietto con direzione Milano soprattutto quello delle 6.30. Poi ci sono i casi, in questi giorni ridotti, della questua molesta, davanti ai supermercati ma anche casi di litigi tra loro per occupare il posto di accattonaggio e sono stati segnalati episodi di bisogni fisiologici all'aperto e ubriachezza. L'amministrazione di Bozzolo, facendo salvo il rispetto delle persone e la condanna di alcune espressioni eccessive, chiede il rispetto delle regole. Torchio ha già scritto quest'estate ai Carabinieri della zona. Ultimamente ha lamentato la situazione invitando a fare la propria parte in primis le cooperative che gestiscono i profughi, ma anche ai sindaci di Rivarolo, Tornata, Calvatone. (a.p.)
 

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