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Al lavoro 23 clandestini Chiuse due aziende tessili

Mariana Mantovana. Blitz dei carabinieri: le titolari in manette per sfruttamento Scatta la denuncia per l’igiene e la sicurezza violate, sanzione da 140mila euro

MARIANA MANTOVANA. Solita storia: un capannone industriale, una lunga serie di macchine tessili, montagne di scatoloni di filati e prodotti finiti, un’infilata di posti letto improvvisati. Gli ultimi laboratori tessili abusivi sono stati scoperti dai carabinieri a Mariana Mantovana. Il blitz lunedì in un capannone dov’erano state ricavate due diverse aziende. Ci lavoravano 23 immigrati clandestini. Ma potrebbero essere di più, gli accertamenti sono in corso. Le due titolari, una donna di 27 e l’altra di 40 anni, sono state arrestate per sfruttamento di manodopera clandestina. Molte le violazioni in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro che hanno comportato sanzioni amministrative per 142mila euro. Al capannone sede delle aziende sono stati messi i sigilli giudiziari.

L’operazione è stata portata a termine lunedì pomeriggio dai carabinieri delle compagnie di Castiglione delle Stiviere e di Viadana, coadiuvati dai colleghi dell’Ispettorato del lavoro di Mantova, dagli ispettori sanitari di Asola, e dall’ufficio tecnico del comune di Mariana. L’area è quella artigianale, alle porte del paese, in via dell’Industria. La prima azienda si chiama “Shu” , la seconda “HuaiYan”. Impossibile trovarle sulle pagine gialle o con una ricerca su Internet. Il profilo basso è una delle regole base delle aziende di questo tipo, che fanno di lavoro nero e concorrenza sleale la propria bandiera.

La irregolarità più grave, che ha fatto scattare le manette ai polsi delle titolari è stato il numero di lavoratori senza permesso di soggiorno sorpresi dai militari al momento del loro ingresso in azienda. Ovvio che gli operai, in quanto clandestini, non fossero assunti. Cosa per cui i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno steso un lungo verbale che costerà alle due imprenditrici arrestate sanzioni amministrative per oltre 140mila euro. Non è tutto. I tecnici dell’Ats le hanno denunciate alla Procura anche per le violazioni relative all’igiene e alla sicurezza nei luoghi di lavoro, viste le condizioni improvvisate delle postazioni in cui gli operai trascorrevano ben più delle otto ore previste dal contratto di categoria.

Lo stabile è stato sottoposto a sequestro, così come sono state avviate le procedure per l’espulsione dei clandestini. Delle due donne arrestate, una è stata trasferita in carcere e l’altra ai domiciliari. Ieri mattina sono state condannate per direttissima: a ognuna 14 mesi di reclusione e 65mila euro di multa. Il comandante provinciale dei carabinieri ha espresso apprezzamento ai militari per l’operazione.



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