Quotidiani locali

maltempo

Viabilità e trasporti. Il Viadanese va in tilt

Strade chiuse e lunghe deviazioni, interrotta la circolazione dei treni. I sindaci e Morselli in Regione per chiedere lo stato d’emergenza per i ponti

VIADANA. L’alluvione che ha devastato il Reggiano ha provocato pesanti ripercussioni anche a Viadana e nel territorio circostante: molti infatti lavorano nelle aziende danneggiate dall’ondata di piena e numerosi studenti e pendolari hanno dovuto affrontare vere e proprie odissee sulle strade.



Il fiume Enza ieri ha tracimato gli argini in zona Lentigione di Brescello. Le acque hanno invaso abitato e zona industriale ed è stato necessario sgomberare i residenti. Le aziende messe in ginocchio dall’esondazione (tra cui Immergas) danno lavoro a decine e decine di viadanesi. Pesanti, come detto, anche i disagi dal punto di vista della viabilità. Nella giornata di lunedì era già stato chiuso il ponte sull’Enza a Sorbolo e dunque per andare da Viadana a Parma ieri mattina lavoratori e pendolari hanno dovuto prendere un percorso alternativo più lungo per Coenzo; ma chi per caso è riuscito a raggiungere la città ducale in mattinata, poi ha rischiato seriamente di rimanervi bloccato a causa dello straripamento del fiume e dell’avvio della macchina dei soccorsi, che ha fatto da “tappo” a metà strada.


 

A metà mattina, quando ormai si intuivano le dimensioni del disastro, il personale della protezione civile ha allestito una sorta di posto di blocco alla rotatoria che da Boretto introduce al ponte sul Po per Viadana (dove nel frattempo il traffico era divenuto particolarmente intenso e rallentato, anche a motivo dell’affluenza dei mezzi impossibilitati ad imboccare il ponte di Casalmaggiore, chiuso da tempo). Gli operatori hanno fermato per ore ogni singolo conducente, chiedendo le motivazioni dello spostamento: solo chi era veramente diretto alla zona di Brescello è stato lasciato passare; tutto il traffico di scorrimento per Parma, Colorno e Casalmaggiore è stato invece deviato verso Sant’Ilario.



Problemi anche per i trasporti pubblici: nel tratto alluvionato, i treni della Suzzara-Parma sono stati sostituiti da bus, ma la combinazione con la navetta Viadana-Brescello è spesso saltata proprio a causa dei rallentamenti sul ponte. Un tratto di circa sei chilometri della ferrovia nella zona di Lentigione è pesantemente danneggiato e in buona parte sott’acqua. Impossibile prevedere quando potrà essere riattivato. Nella giornata odierna sulla tratta proseguirà il servizio di bus sostitutivi, con più mezzi negli orari di massimo affollamento. Possibile che alcuni treni circolino da Suzzara a Guastalla. Le informazioni sugli orari sul sito www.tper.it. Il tratto ferroviario Colorno-Casalmaggiore è stato invece interrotto in mattinata e riaperto nel pomeriggio. I treni della Brescia-Parma, seppur con inevitabili ritardi, hanno ripreso a circolare dalle 18. Oggi saranno regolari.

leggi anche:



Gli sfollati a causa dell’alluvione sono oltre 2mila. Per cercare di aiutarli, anche Viadana si sta mobilitando: il gruppo Scout ha già avviato una raccolta straordinaria di coperte e vestiario pesante, consegnati ieri sera all’associazione di Poviglio che si occupa dell’accoglienza; mentre assessorato ai servizi sociali, protezione civile Oglio-Po e Meridiana onlus hanno intenzione di fare altrettanto e quanto prima forniranno le necessarie indicazioni.

leggi anche:



Intanto, gli assessori regionali Cristina Bordonali (sicurezza) e Mauro Parolini (sviluppo economico), unitamente ad Aldo Colombo (direttore generale infrastrutture) hanno incontrato ieri a Milano le rappresentanze del territorio viadanese-casalasco per esaminare la possibilità di richiedere a Roma lo stato d’emergenza ponti.

Al summit sono intervenuti i presidenti delle province di Mantova Beniamino Morselli e Cremona Davide Viola, alcuni consiglieri regionali, diversi sindaci (tra cui Giovanni Cavatorta di Viadana, Giuseppe Torchio di Bozzolo, Alessandro Sarasini di Commessaggio e Filippo Bongiovanni di Casalmaggiore). I rappresentanti regionali hanno fatto presente che, per una serie di motivazioni di carattere tecnico e legislativo, appare piuttosto improbabile che il governo possa riconoscere alla situazione lo stato d’emergenza e sottolineato che la sua ipotetica dichiarazione difficilmente potrebbe contribuire a stringere i tempi per la riapertura del ponte di Casalmaggiore.

«Ad ogni modo – ha affermato Cavatorta – è importante che si prenda atto della situazione: il ponte di Casalmaggiore è chiuso al traffico con pesanti ripercussioni per il tessuto economico e sociale; il ponte di San Daniele Po è a mezzo servizio; il ponte di Viadana vede intensificarsi notevolmente i flussi di traffico, al punto che sorgono interrogativi sulla sua tenuta. Viadana sconta inoltre una diminuzione della sicurezza viabilistica, un aumento dell’inquinamento, il rischio di danni allo stato di manutenzione delle strade».

Sulla stessa lunghezza d’onda Morselli: il territorio, insomma, ha ribadito ancora una volta che un’emergenza, di fatto, c’è. Torchio ha lanciato un appello: «Come 60 anni fa il deputato viadanese Cesare Baroni promosse una legge per i ponti, oggi Graziano Delrio e Luciano Pizzetti (ministro e sottosegretario) facciano altrettanto. I 35 milioni di euro stanziati sinora dal governo non bastano di certo per una messa in sicurezza complessiva».

Torchio ha contestato il nuovo orario dei treni: «Ci sono buchi di due ore tra una corsa e l’altra: Trenord e Rfi devono capire che serve invece una corsa ogni mezz’ora. Se il Pirellone ci autorizza, noi potremmo intanto mettere a disposizione come navetta l’autobus acquistato dal Comune con fondi regionali».

Riccardo Negri
 

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik