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Delitto di Magnacavallo, pena confermata a due ragazzi 

 La Corte di Cassazione ha confermato le condanne a due dei tre giovani finiti in carcere per aver ucciso e gettato nel  Po Fausto Bottura. Per Magnani si torna in appello

MAGNACAVALLO. La Corte di Cassazione ha confermato le condanne a due dei tre ragazzi finiti in carcere per aver ucciso e gettato nelle acque del fiume Po il 48enne di Magnacavallo Fausto Bottura.

Solo per Alessio Magnani, vent’anni, di Poggio Rusco, a cui era stata inflitta una condanna a trent’anni di reclusione, i giudici hanno disposto il rinvio alla Corte d’Assise d’appello di Milano perché riconosca le attenuanti. Non è escluso che questo possa portare a una diminuzione della pena.

I giudici di Brescia, lo ricordiamo, avevano confermato la condanna di primo grado per Massimo Bottura, il nipote 21enne, ideatore del delitto, a 17 anni e 4 mesi. Pena quasi dimezzata invece per Armando Esposito, coetaneo di Magnacavallo: grazie alle attenuanti generiche dovrà scontare 17 anni e 4 mesi come Bottura. Nessuno sconto di pena, invece, per Alessio Magnani, 20 anni, di Poggio Rusco. Ha davanti a sé una pena di trent’anni. È stato lui ad uccidere il Fafo, come tutti lo chiamavano, con la mazza acquistata su Internet.

E a lui i giudici non hanno concesso alcuna delle attenuanti chieste dai suoi avvocati, le stesse sulle quali ha invece deciso il rinvio la Corte di Cassazione.

L’alta Corte, inoltre, aveva respinto il ricorso presentato dagli avvocati di Armando Esposito, il 19enne di Magnacavallo accusato di aver partecipato all'omicidio di Fausto Bottura, con i due amici.

Era stato presentato contro il secondo no del tribunale del Riesame di Brescia alla richiesta di scarcerazione con la misura alternativa degli arresti domiciliari.
 

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