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Argini riaperti, è polemica «Il Comune ci ha tradito»

Sermide e Felonica. Furono raccolte 1.400 firme a sostegno dello stop alle auto Ora i promotori insorgono: «Doppia retromarcia, svenduta la qualità della vita» 

SERMIDE E FELONICA. Traditi dall’amministrazione comunale che prima esalta il valore ecologico e sociale della chiusura dell’argine alle auto e poi, con due retromarce, minimizza la portata di quell’atto per non dispiacere a quella parte della popolazione che protesta. È questo il giudizio del Comitato “Vivere l’argine senza auto”, cittadini che hanno raccolto circa 1.400 firme a sostegno dello stop al traffico sull’argine di Sermide e che oggi chiedono di non approvare la nuova svolta sul tema.

La decisione della chiusura era stata presa prima della fusione comunale con Felonica, appena nel gennaio scorso, giustificata con la promozione «di un uso sostenibile del territorio, per tutelare la sicurezza di pedoni e ciclisti, creare a Sermide un luogo ideale per lo sport, il tempo libero all’aria aperta, incrementare il cicloturismo, migliorare la qualità della vita dei cittadini».

«Parole condivisibili – spiegano Isa Gramola e Luciana Benatti a nome del Comitato – ma che nei fatti sono state poi contraddette da una prima riduzione della chiusura nell’imminenza delle elezioni limitandola alle ore diurne, dalle 9 alle 21 e con apertura del tratto Felonica-Caposotto. Ora sappiamo dal nuovo sindaco Mirco Bortesi che si vuole un’ulteriore riduzione con chiusura 4 mesi l’anno e apertura nei rimanenti. Una decisione che contraddice lo spirito emerso nemmeno un anno fa, a gennaio scorso».

Una quarantina di membri del Comitato ha incontrato nei giorni scorsi lo stesso primo cittadino presentagli un documento che è stato protocollato, nel quale si esprime forte dissenso all’ultima proposta. «Si è svenduta una visione positiva della qualità della vita e della mobilità sostenibile – spiega il comitato – sotto l’incalzare di una minoranza di cittadini rumorosa, alla quale interessava solo la riapertura del traffico tra Felonica e Sermide. Nonostante ci siano la provinciale, le bretelle di raccordo, i pass. Si è messa la retromarcia ed i principi enunciati un anno fa sono smottati. Si è sostituita una visione culturale con una filosofia spiccia. Tant’è che il vicesindaco Annalisa Bazzi ha ben sintetizzato rivolgendosi agli automobilisti delusi con la frase: “quattro mesi passano in fretta”». Nel documento si chiede di non approvare la nuova “variante” del provvedimento «evitando di dare solo ragione a chi grida più forte».

Francesco Romani

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