Quotidiani locali

IL BILANCIO

Raddoppiate le catture delle nutrie: «Ma troppi Comuni sono ancora fermi»

Il piano funziona: 27mila capi eradicati nel 2017, ma il totale non diminuisce. La Provincia: «Metà dei sindaci non ha aderito: potremmo fare molto di più»

MANTOVA. Proseguono le azioni in tutto il territorio provinciale per l’eradicazione delle nutrie. E il 2017 si chiude con circa 27mila animali catturati e smaltiti (97.480 chili), il doppio rispetto al 2016 fermo a quota 14.600. I dati sono stati presentati giovedì 21 dicembre a Palazzo di Bagno dal presidente e dal vicepresidente della Provincia Beniamino Morselli e Alberto Borsari, dalla dirigente Gloria Vanz e dal responsabile del servizio agenti ittico-venatori Giorgio Redolfi.

«Il piano triennale messo in atto è sicuramente un piano vincente, ma si può e si deve fare di più» dice Borsari. Le nutrie censite sul territorio sono 168mila e il numero negli ultimi due anni è rimasto invariato. «Ventisettemila catture e abbattimenti sono pochi - prosegue il vicepresidente - Per parlare di contenimento occorrerebbe arrivare a sfiorare le 50mila unità, per un’eradicazione vera e propria le 90-100mila unità. Obiettivi non impossibili da raggiungere». Per ottenere i risultati tutti i Comuni dovrebbero adoperarsi per adeguarsi al piano mettendo a disposizione risorse economiche e organizzandosi.

Il 2017 vede ben dieci Comuni in più rispetto al 2016 che hanno abbracciato il piano di contenimento ma circa il 50% rimane ancora fermo. «Il nostro è il territorio più attivo in tutta la regione - spiega Borsari - se arrivassimo ad avere la totale partecipazione basterebbe la cattura di mille capi per Comune per raggiungere numeri significativi».

E per una buona riuscita del piano i volontari sono fondamentali per la cattura degli animali. Il 2017 ha visto nascere 412 nuovi operatori: 281 per la categoria A che permette l’uso sia della gabbia che del fucile, 70 per la categoria B (solo gabbia) e 21 per la categoria C (agricoltori che operano solo con la gabbia e solo all’interno dei loro territori). Sei i corsi organizzati, cinque in aprile e l’ultimo in novembre. Il totale delle persone formate e abilitate arriva così a quota 3mila. CI comuni con il più alto numero di abilitati sono Marcaria con 170, Viadana con 162, Sabbioneta con 115 e Roncoferraro con 110.

«La categoria C, formata da circa 2500 agricoltori che possono agire sui loro campi, può giocare un ruolo importante – sottolinea Borsari – ma se alcuni di loro agiscono in maniera costante, altri si occupano del problema nutrie solo nelle situazioni di difficoltà estrema e questo riduce la forza della loro azione». In cima alla classifica per la cattura di nutrie troviamo Castel d’Ario con 3.328 capi. Un traguardo raggiunto grazie ai 14mila euro messi a bilancio, l’esperienza degli operatori formati e la collaborazione con il Consorzio di Bonifica. Al secondo posto Pegognaga con 2.149 capi e al terzo Roncoferraro con 1.983 unità. Seguono Curtatone, Borgo Virgilio, Gonzaga, Sabbioneta, Marcaria, Rodigo e Viadana con un numero di capi superiore alle mille unità. Nel 2016 al primo posto si era piazzato Curtatone con 2.641 animali, seguito da Castel d’Ario, 2.361 e Pegognaga, 1.841.

Il contributo ai Comuni dalla Provincia come rimborso spese agli gli operatori per la cattura-abbattimento e lo stoccaggio è stato di 50mila euro: 1,86 a nutria. Castel d’Ario riesce a portare a casa così 6.190 euro, Pegognaga 3.997 e Roncoferraro 3.688. Il budget per il servizio raccolta/smaltimento delle carcasse per l’anno ancora in corso è di 42.248 euro, per il 2018 invece è di 39mila.


 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro