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chi è lei 

La scrittrice cresciuta in una corte

Nella vita della Nizzoli si sono alternati drammi e impegno politico

MANTOVA. Il suo volto sorridente, apparentemente sereno, lo conoscono in molti. Compare nelle foto pubblicate nei principali social network come Instagram e Facebook. Difficile capire come Elisa Nizzoli, 38 anni (39 in febbraio), scrittrice e giovane mamma orgogliosa della propria bimba (che spesso la affianca nelle foto) e dallo sguardo così felice, che suggerisce semplicità, sia finita in questa storia di messaggini erotici precipitata in un’indagine, ora archiviata, sul sindaco del capoluogo. Eppure ora è lei ad essere passata nel ruolo di accusata. Da presunta vittima (anche se lei ha sempre respinto questa interpretazione delle cose, dichiarando anzi la sua volontà di difendere il sindaco Palazzi ritenendolo innocente) a presunta colpevole di essersi inventata un messaggino, quello più importante e rilevante agli occhi della procura. Su Facebook, la Nizzoli è sparita. Ha cancellato il suo profilo pochi giorni fa, forse su suggerimento di amici sinceri. La aspettano momenti difficili, con riflettori puntati sulla sua vita e molti indici pronti ad appuntarsi su di lei anche se non ci sono verdetti.

Quando la chiamiamo al telefono, lei si limita a rispondere con gentilezza che «augura a tutti un buon Natale». Nel suo paese, Campitello di Marcaria, è molto conosciuta. E conosciuta è soprattutto la sua famiglia, che abita in una corte nelle campagne tra Gazzuolo e Torre d’Oglio.

Famiglia di agricoltori, mezzadri, che ancora festeggiano il Primo Maggio con una grigliata in mezzo alla corte. Una famiglia legata a valori tradizionali e religiosi. Il padre, Giuliano, è conosciuto anche per la sua passata attività politica. Già segretario della locale sezione della Lega Nord, di cui è stato capogruppo anni fa in consiglio comunale, Nizzoli padre uscirà dalla Lega per aderire ai Cattolici moderati di Gilberto Sogliani e sostenere il candidato sindaco Sarzi. Anche la figlia Elisa si schiera con Sarzi, che uscirà sconfitto dalla prova.

La stessa Nizzoli si descrive «cattolica praticante» nella nota autobiografica diffusa online in occasione della sua candidatura alle ultime elezioni comunali nella civica di centrosinistra a sostegno della corsa a sindaco del dem Stefano Simonazzi. E Simonazzi, sconfitto alle urne, diventerà poco tempo dopo capo di gabinetto nello staff di Mattia Palazzi.

I sorrisi e gli sguardi sereni non possono però cancellare l’evento tragico che ha segnato questa giovane donna (la morte del marito nel 2012 in un incidente stradale che ispirerà il suo libro del 2013), impegnata negli ultimi anni nella piccola associazione culturale Mantua me genuit, presieduta da quella Cinzia Goldoni che così spesso compariva nei suoi post e a cui aveva spedito gli screenshot dei suoi colloqui privati con Palazzi. Compreso quello che, come ha ammesso davanti al procuratore che la stava interrogando, aveva in realtà costruito lei. (nico)
 

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