Quotidiani locali

sermide e felonica

Sparò in aria per i ladri. Gli ridanno il porto d’armi

Sermide e Felonica. Un anno fa il pensionato era stato giudicato inaffidabile. La decisione del Consiglio di Stato: «Viveva isolato e aveva subito altri furti»

SERMIDE E FELONICA. Mentre alcuni malviventi stavano tentando di derubare la sua casa, aveva imbracciato il fucile da caccia regolarmente detenuto e sparato un colpo in aria per spaventarli. Quell’atto gli era costato la revoca del porto d’armi ed il sequestro dell’arma, in quanto ritenuto persona “inaffidabile”. Ora quel giudizio, confermato dal Tar di Brescia, è stato ribaltato dal Consiglio di Stato che ha chiesto al Tar di riesaminare la questione. Una sentenza “pilota” che potrebbe modificare il limite di legittima difesa.

Tutto ha inizio un anno fa. Elia Boselli, pensionato 76enne abita in una casa di campagna isolata. La sera del 28 dicembre sente dei rumori nella corte. Pochi giorni prima aveva subito un furto nel suo capannone agricolo e due anni prima un altro raid. Al suono dell’allarme anti-intrusione che illumina a giorno l’azienda, Boselli imbraccia il suo fucile da caccia ed esplode un colpo in aria facendo fuggire i malintenzionati. Chiama subito i carabinieri ed a loro racconta l’episodio dello sparo consegnando l’arma e le cartucce da caccia caricate a pallini. Il fucile viene sequestrato e la prefettura dispone il divieto di detenzione delle armi, rendendo impossibile per lui anche la pratica della caccia.

Boselli ricorre al Tar di Brescia contro il provvedimento, ma dopo un primo stop è il presidente nazionale dell’Assoarmieri, l’associazione che raduna il 90% dei produttori di armi, l’avvocato Antonio Bana, che interviene a sua difesa con il collega Antonio Sala Della Cuna. La battaglia legale per riottenere il diritto di imbracciare un’arma prende la via del Consiglio di Stato che il 12 dicembre decide.

«In sostanza – spiega Bana – sono state accolte le tesi della difesa che invitavano a riconsiderare il giudizio di inaffidabilità emesso nei confronti di Boselli. La sentenza cita come elementi importanti il fatto di trovarsi in un’abitazione isolata, avere subito precedenti furti, avere esploso il colpo in aria per spiegare il comportamento dell’uomo. Una perizia balistica ha poi confermato che non sarebbe stato possibile recare danno con la ricaduta dei pallini e la modesta capacità offensiva dell’arma. Il tutto per ricondurre ad una difesa legittima, togliendo quindi il marchi di inaffidabilità al pensionato».

Che ora potrebbe riavere indietro il fucile ed il porto d’armi anche prima del nuovo giudizio del Tar.
 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro