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Un secolo di commercio. Ma ora il negozio chiude

Gazoldo degli Ippoliti. “Abbigliamento Andrea” cala le serrande: domenica, giorno della Vigilia, la festa. L’ultimo titolare: «Queste attività sono la vita per i paesi e non devono morire»

GAZOLDO DEGLI IPPOLITI. Lo spirito d’intraprendenza e il gusto per il commercio l’ha ereditato dal nonno che si chiamava come lui, Andrea, classe 1894. Orfano di madre e figlio di un carrettiere dovette ingegnarsi fin da piccolo per mettere assieme il pranzo con la cena. Una storia di povertà, ma anche volontà che negli anni si è evoluta passando dal girare le campagne in bici come arrotino alla creazione di un piccolo negozio che oggi, dopo 43 anni di ininterrotta apertura, chiude i battenti.

Per “Abbigliamento Andrea” sono gli ultimi giorni. Ma Andrea Federici, 64 anni, e la moglie Leda Leasi saluteranno con il sorriso sulle labbra. «Come abbiamo fatto in tutti questi anni – spiega il commerciante –. Perché avere un negozio in paese è anche questo: un sorriso alla gente che incontri».

Chiude Andrea Abbigliamento a Gazoldo Per “Abbigliamento Andrea” di Gazoldo sono gli ultimi giorni, dopo 43 anni di ininterrotta apertura. Ma Andrea Federici, 64 anni, e la moglie Leda Leasi saluteranno con il sorriso sulle labbra. «Come abbiamo fatto in tutti questi anni – spiega il commerciante –. Perché avere un negozio in paese è anche questo: un sorriso alla gente che incontri». (video Stefano Saccani)


La famiglia Federici è una parte importante di Gazoldo. Nonno Andrea aveva il senso del commercio, ma non solo. Suonatore di mandolino, girava le campagne con la bicicletta da arrotino, mola e attrezzi inclusi. Da lì a vendere qualche saponetta e piccola merceria, il passo è stato breve. Nel 1919 nasce il primo figlio, Remo, cui seguirà Leandro nel ’21. Poi tre sorelle, delle quali una suora, e infine Vincenzo, nel 1930. Se quest’ultimo non amava fare l’ambulante e si mise in proprio, creando poi l’industria Re.Le.Vi. Remo e Leandro affiancarono il padre iniziando a girare con lui i mercati della provincia. Leandro si sposa con Alba, Andrea nascerà nel 1953. Nove anni dopo arriva il negozio rilevato dalla famiglia Prignacchi. Nel 1975 la famiglia si trasferisce accanto all’attuale negozio.

«Mi ero diplomato perito metalmeccanico. Sa, qui c’è la Marcegaglia – spiega Andrea Federici – ma ho iniziato ad affiancare i miei genitori e dal 1976 è arrivata anche mia moglie in negozio. Anche nostro figlio Emanuele, si è diplomato al linguistico e poi nel ’97 ha aperto un negozio in via Verdi in città, il Marlboro. Era marzo, appena passati i saldi. E io vedevo le file davanti ai negozi. Venendo da un paese, per me era un miracolo. Poi abbiamo avuto Stefanel e Liolà. Abbiamo chiuso a Mantova nel 2009, quando la crisi era nell’aria. Mio figlio oggi lavora in Corneliani». Nessun rimpianto? «Vedo i miei coetanei in Marcegaglia già in pensione da anni. Ma non rimpiango nulla. La vita del negozio prende e dà. Mia madre a 91 anni viene ancora a bottega. Io da 43 anni mi saluto con persone delle quali non conoscono il nome. Ma se non lo facessi, mi chiederebbero se qualcosa non va. Perché il negozio crea rapporti umani che crescono nel tempo. Come una famiglia».
 

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