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Elena, l'amore per la terra e il canto lirico

Dagli studi classici agli orti: l’imprenditrice di Monzambano che ama cantare Carmen e Traviata

MONZAMBANO. Il piacere delle deviazioni dettate dal caso, situazioni che determinano la nascita di storie inattese, sono alla base della letteratura di Antoine Laurin, premio Acerbi 2017, allievo della letteratura di Patrick Modiano, premio Nobel per la letteratura. Con questa chiave di lettura si può guardare alla storia della giovane Elena Camocardi di Monzambano. Studentessa del Classico al prestigioso Maffei di Verona e, quindi, indirizzata sulla strada degli studi classici anche all’Università, Elena è attesa però da tutt’altro destino.

Elena, dal lavoro della terra al canto lirico

Non si tratta dell’abusato effetto farfalla ma di tutt’altra destinazione che nasce da un dna presente nella sua storia personale, una stringa formata dal lavoro e dalla dedizione unite alla curiosità e alla determinazione. Elena promette alla nonna, poco prima della sua scomparsa, che la terra di famiglia non resterà incolta. Da qui il destino mescola le carte e lo scaffale dei classici, dove l’amore per la terra è fonte di molte storie, si trasforma e diventa un’altra cosa. La determinazione è forte e la decisione è presa.

«Non volevo lasciare i campi della mia famiglia e neppure venderli» afferma Elena sorridente e sicura nel suo racconto, «e così la mia strada diventa quella dell’agricoltura. Non avevo nessuna idea di cosa fosse questo lavoro e mi sono affidata a due pilastri. La mia famiglia, in primis, che ha deciso di assecondare questo sogno e di sostenermi la dove altri sostegni non ci sono. Poi un tecnico, un agronomo, con il quale ho iniziato a lavorare e che mi ha dato tutte le dritte per cominciare». Dai libri si passa dunque ai campi, un ritorno alle origini che però è figlio di una mentalità fatta di studio e di conoscenza. «Ho deciso di lavorare la terra seguendo i consigli di questo tecnico che mi ha insegnato le moderne concezioni dell’agricoltura e, allo stesso tempo, mi ha spiegato come coltivare senza sprecare, senza abusare della terra e della chimica, ma valorizzando la natura e i suoi prodotti».

L’inizio, come in tutte le grandi avventure dettate dal destino, è duro, faticoso. «Non lo nascondo, non è stato facile» afferma Elena seduta al tavolo di legno della sua grande cucina nella casa di Monzambano. Anche i gatti arrivano alla finestra per sentire la sua storia. «Ho iniziato nei mesi estivi, coltivando insalata al’'aperto. Poi abbiamo messo la vigna e gli alberi da frutto e lavoravo nei campi nei mesi estivi mentre d’inverno studiavo».

Elena infatti non lascia la scuola ma raddoppia perché terminato il Classico prosegue il già intrapreso percorso del Conservatorio e qui, oltre al pianoforte, decide di aggiungere il canto lirico. Lavoro e studio si sommano in quel dna di una ragazza giovane che non ama perdere tempo in inutili lamentele ma si rimbocca le maniche e oggi può sorridere e affermare che «non cambierei mestiere e rifarei tutto quello che ho fatto fino ad oggi. Sono felice e serena. Altre scelte mi vedrebbero probabilmente precaria e in un balletto di attese che non mi appartiene». Dal lavoro della terra si passa ai mercati.

«Vendo i mie prodotti in cinque mercati, gli unici giorni liberi sono il lunedì e il mercoledì. Mi alzo alle cinque di mattina, carico il furgone con i miei prodotti e mi reco al mercato». I clienti di Elena sono privati, ma anche ristorati e attività commerciali. Con il passare del tempo all’insalata si sono aggiunti altri ortaggi oltre ai frutti. Dai campi si è passati alle serre e qui il lavoro diventa a tempo pieno. «Terminati i mercati arrivo a casa alle due del pomeriggio e inizio a lavorare nelle serre e alla preparazione del mercato del giorno dopo. La sera si va a letto presto». Sul banco del mercato prodotti freschi.

«Non ho prodotti lavorati, come le marmellate o le passate, per ora per scelta, in futuro si vedrà». Il contatto con il pubblico la rende felice perché «sono attesa, ho clienti affezionati che mi aspettano e che rivedo con piacere». A tutto questo lavoro Elena, questa moderna imprenditrice agricola e contadina, affianca la passione per la musica.

«Non l’ho mai lasciata e d’inverno quando i ritmi della terra sono più lenti studio pianoforte e canto. Sono un soprano ma ho interpretato ruoli da mezzosoprano perché la mia voce è leggermente più cupa rispetto a quella di un soprano. Amo la Carmen e la Traviata, anche se ad oggi ho lavorato può spesso nella prima che nella seconda. Nel 2017 ho cantato e suonato, il 2018 è ancora tutto da definire, vedremo cosa arriverà». Elena Camocardi ha saputo trasformare un’occasione in una reale possibilità di fare la differenza. L'aiuto della famiglia ha trovato terreno fertile in una ragazza che ha saputo però trasformare l’incertezza del presente in carburante per la propria determinazione.