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nell’ex forte di borgoforte 

Il sacrificio della Pasubio Un museo per ricordare

L’ex forte austro-ungarico di Borgoforte ospiterà il museo nazionale della Divisione Pasubio. Lo ha annunciato ieri mattina il presidente Domenico Morandi nella cerimonia in ricordo dei 10mila caduti...

L’ex forte austro-ungarico di Borgoforte ospiterà il museo nazionale della Divisione Pasubio. Lo ha annunciato ieri mattina il presidente Domenico Morandi nella cerimonia in ricordo dei 10mila caduti ad Arbusov durante la ritirata di Russia il 22 dicembre 1942. Nella Pasubio era inquadrato anche l’80° reggimento fanteria “Roma” di stanza a Mantova.

Più precisamente, nella ex caserma Goito di via Conciliazione, attuale sede del Conservatorio, dove nel cortile interno si è svolta la memoria storica. «Abbiamo preferito farlo all’aperto sopportando per un’ora il freddo – ha spiegato Morandi – anziché al caldo nell’auditorium per rispetto a quei giovani che vissero sofferenze indicibili a 40 gradi sottozero». Accanto alle autorità, con in testa il prefetto Sandro Lombardi, anche il sottotenente d’artiglieria Giuseppe Bassi, 99 anni, da Cittadella di Padova, forse l’ultimo superstite di quel tremendo episodio di 75 anni fa. I suoi ricordi della cattura, delle estenuanti marce nella steppa, della prigionia, della fame e del gelo, li ha letti Antonio Mancini, 20 anni, presidente dell’Associazione OltreMantova, «perché i giovani sono la nostra corsia preferenziale a cui passare il testimone della memoria». Un dato su tutti colpisce come e più di un pugno allo stomaco. «Nella conca di Arbusov – rievoca Francesco Cusaro, novarese presidente dell’Unione nazionale reduci di Russia – entrarono in ritirata dal fronte del Don 30mila giovani poco più che ventenni, 10mila morirono e 15 mila vennero presi prigionieri, nessun ferito uscì vivo perché i russi li uccisero tutti anche quelli che alzavano le mani in segno di resa». In quelle terribili condizioni non potevano essere curati ed anche questo giustifica perché Arbusov è ricordata come la Valle della Morte. Le associazioni d’Arma inalberano i loro labari, quello della martoriata Divisione Pasubio è decorato con 8 medaglie d’oro e la croce di cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia, ma i discorsi non hanno il sapore della retorica.

Il significato dell’evento lo esprime ancora Morandi: «Oggi ricordiamo quei ragazzi che hanno immolato la vita per non dimenticare la nostra storia che è un patrimonio civile e culturale della società, ma anche perché il loro sacrificio ci aiuti a non ripetere mai più quegli errori che portarono nella sola campagna di Russia 90mila morti». Le conclusive commoventi note del Silenzio, eseguito dalla tromba dell’allievo del Conservatorio Luca Ambrosi, hanno idealmente salutato tutti quei caduti.

Vincenzo Dalai



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