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Chiude la Fondazione Gonzaga

Annuncio del presidente in consiglio: «Tentate invano vie d’uscita. Meglio liquidare»

SABBIONETA. Dopo 14 mesi, anche il presidente Claudio Balestrieri getta la spugna. Oberata dai debiti, la Fondazione Isabella Gonzaga, che per statuto si occupa di “finalità di solidarietà sociale a favore della popolazione anziana, minore e disabile in situazione svantaggiata del territorio” chiude i battenti in attesa della nomina di un liquidatore che ne gestirà i beni. L’annuncio dato in consiglio comunale conferma le voci sempre più insistenti dello stop definitivo, dopo che una prolungata agonia dal 2008 ad oggi ha eroso capitale sociale ed umano.

Dopo l’affidamento della casa di riposo alla coop Csa di Mantova e la chiusura della Comunità alloggio per minori con il licenziamento dei 10 dipendenti, la Fondazione è rimasta una scatola vuota, senza entrate dirette, ma con costi di gestione che ne hanno eroso le capacità di sopravvivenza.

In patrimonio sono rimasti dei beni immobili di pregio, con edifici risalenti all’epoca dei Gonzaga. Ma i tentativi di rilancio promossi da Balestrieri con l’asta dei beni mobili, la vendita dell’ex Stamperia, la promessa di vendita dell’ex casa di riposo ed i tentativi di gestione dell’ex Stamperia, si sono scontrati uno dopo l’altro con le regole stringenti dei beni tutelati e con le difficoltà del mercato immobiliare.

«Convocherò il prossimo cda – spiega il presidente – alla presenza di un notaio perché la proposta di chiusura della Fondazione è di fatto un’estinzione di persona giuridica che deve essere registrato con atto notarile. In quella sede verificheremo che non vi siano ulteriori possibilità di sopravvivenza e che non si possa modificare l’oggetto sociale. Fatti questi controlli, si procedere a deliberare motivando lo scioglimento. La deliberà sarà inviata al presidente della Regione che provvederà ad informare il presidente del Tribunale di Mantova, il quale nominerà uno o più liquidatori». Un atto fatto non a cuore leggero.

La casa di riposo (ex Ospedale civile) venne promossa infatti nel XVI secolo dal duca di Sabbioneta Vespasiano Gonzaga e condotta a termine dalla figlia Isabella con il marito principe Carafa de Marra nel 1603. L’altro bene, la Comunità alloggio, fu istituita come Orfanatrofio femminile da Lorenzo Longari nel 1648. Le donazioni che si sono succedute, fra le quali quelle dei coniugi Serini nel 1979, hanno arricchito il patrimonio. Dal 2008 la gestione della casa di riposo è stata concessa con contratto 30ennale alla csa, che ha provveduto a costruire un nuovo edificio in via Santuario gravando la Fondazione di ipoteca, assumendo in distacco i dipendenti (11 unità) e introducendo una penale per l’eventuale rescissione anticipata del contratto.

La Comunità alloggio per minori in difficoltà ha avuto un calo progressivo delle presenze sino alle 3 registrate alla chiusura nel settembre 2015. I costi fissi e la bassa utilizzazione hanno fatto cumulare fra 2009 e 2015 debiti per 300mila euro, ai quali vanno aggiunti gli affitti non pagati dall’associazione Ermes spingendo il presidente ad anticipare di tasca sua 12mila euro per evitare i tagli delle utenze. (ha collaborato Roberto Marchini)

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