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L'ADDIO AL CUOCO

Marchesi grande in cucina ma anche per generosità

Poggio Rusco ricorda i fondi raccolti per la ricostruzione dopo il terremoto 2012. Veniva di frequente nel Mantovano per convegni e varie manifestazioni

MANTOVA. Un grande in cucina, punto di riferimento per generazioni di cuochi, ma anche uomo di cultura e campione di generosità: Gualtiero Marchesi ha mostrato nei suoi 87 anni di vita tutti questi aspetti della sua personalità, che molto spesso lo hanno portato a contatto con Mantova e con i mantovani.

Come cinque anni fa a Poggio Rusco: nel luglio 2012, l’anno del terremoto, Marchesi fu protagonista di una serata di beneficenza promossa dal Comune bresciano di Salò, ancora scosso dalla memoria della scossa del 2004. “Sinfonia di Sapori” era il titolo dell’evento: allestito in via Matteotti, raccolse 25mila euro per la ricostruzione della scuola elementare di Poggio. «Subito dopo il terremoto del 2012, si rese disponibile a raccogliere fondi per la ricostruzione di un paese lombardo come lui e la scelta cadde su Poggio Rusco» ricorda l’attuale sindaco Fabio Zacchi in un post su facebook.

Nel 2009 abbraccia Silvana Antonutti,...
Nel 2009 abbraccia Silvana Antonutti, cuoca del ristorante Al Bersagliere di Goito


Marchesi non amava essere chiamato Maestro, ma pochi come lui hanno saputo avviare a una brillante carriera chi ha avuto la fortuna di crescere nella sua cucina. I nomi più noti sono quelli di Carlo Cracco, Andrea Berton, Davide Oldani, Enrico Crippa, Paolo Lopriore, Riccardo Camanini, ma c’è anche un mantovano che, incontrandolo, ha capito quale fosse la sua strada. È Claudio Truzzi dell’Hostaria del Teatro di Castiglione delle Stiviere, che proprio quest’anno ha ottenuto un cappello dalla Guida de L’Espresso.

«Avevo 16 anni - ricorda il cuoco castiglionese - e riuscii a entrare nella cucina di Bonvesin de la Riva per uno stage di 15 giorni grazie a Giampaolo Cangi, che era presidente dell’Associazione cuochi. In quei pochi giorni è cambiato il mio modo di vedere la cucina, anche se l’ho capito qualche anno più tardi. È stato un precursore, ha modernizzato la tradizione senza stravolgerla». Negli anni, Marchesi ha anche frequentato l’Hostaria di Truzzi: «E se qualcosa non lo convinceva, non aveva problemi a farlo presente: per me è l’unico che meritava veramente l’appellativo di “chef”».

Marchesi era noto per ricercare sempre i migliori prodotti. Ed è significativo, in proposito, che per alcuni anni il suo “vino della casa” venisse dai Colli Mantovani: era un rosso prodotta dalla famiglia Piona alla Prendina di Monzambano, quello che, in seguito, sarebbe diventato il Falcone, una delle etichette storiche mantovane.

Soprattutto in questi ultimi anni, Marchesi è venuto spesso nella nostra provincia, dal Festival delle Passioni del 2009 a Mosaicoscienze nel 2014, passando per un dibattito al teatro Bibiena nel 2013, in occasione della partita di calcio tra le nazionali dei ristoratori italiana e tedesca.

Marchesi con Antonio, Nadia e Alberto...
Marchesi con Antonio, Nadia e Alberto Santini


Una vita, la sua, che viene raccontata dal docu-film Gualtiero Marchesi: The Great Italian, che verrà presentato il 19 marzo prossimo, giorno in cui Marchesi avrebbe compiuto 88 anni. Due le anteprime già andate in scena: al festival di Cannes e, lo scorso ottobre, a New York, all’assemblea annuale di Les Grandes Tables du Monde, che riunisce i migliori ristoranti del mondo. «Avrebbe voluto esserci - ricorda Antonio Santini, referente dell’associazione per l’Italia - ma purtroppo la malattia glielo ha impedito. È stato comunque attivo fino all’ultimo: ho avuto la fortuna di andare spesso da lui, era sempre geniale nelle sue intuizioni, e non solo in cucina».

L’ultima sua idea è stata quella di creare una casa di riposo per cuochi, così come Giuseppe Verdi pensò a quella per musicisti. E con ogni probabilità, presto si materializzerà, a Varese. I funerali di Gualtiero Marchesi, invece, si terranno venerdì 29 dicembre alle 11 nella chiesa di Santa Maria del Suffragio a Milano. Il grande cuoco riposerà accanto ad Antonietta, la moglie musicista mancata pochi mesi fa, e ai suoi cari nel cimitero di San Zenone Po. Il Comune di Milano ha messo a disposizione il Teatro Dal Verme, in via S. Giovanni sul Muro 2 per la camera ardente, che sarà aperta giovedì 28 dicembre dalle 10 alle 20 e venerdì 29 dalle 9 alle 10. (l.g.)
 

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