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Provincia di Mantova: nel 2017 opere completate e avviate per 110 milioni

Il bilancio di Palazzo di Bagno. Il presidente Morselli: «Un grande lavoro di squadra». Nel 2018 la bretella a Valdaro

MANTOVA. Nel 2017 la Provincia ha completato opere pubbliche per 25 milioni di euro e ne ha avviate altre per 85 milioni. È il bilancio di un anno di attività del settore lavori pubblici tracciato il 28 dicembre dal presidente Beniamino Morselli e dal dirigente Giovanni Urbani. «Sono numeri significativi - commenta il numero uno di palazzo di Bagno - che hanno migliorato o miglioreranno nei prossimi anni la nostra viabilità. Non solo. Stiamo anche portando avanti le verifiche sui vari ponti per acquisire maggiori dati e decidere l’intervento manutentivo da sostenere».

Il tutto in una situazione di difficoltà per la Provincia «che quest’anno ha dovuto restituire allo Stato 19 milioni e che non sa ancora la cifra per il 2018, anche se con la legge di stabilità sono stanziati dei fondi che saranno ripartiti entro gennaio». Le otto opere completate sono la rotatoria di Valdaro, il primo stralcio del secondo lotto della Gronda nord di Viadana, la tangenziale di Roverbella, le rotatorie di Campitello e di Cà Piccard a Monzambano, la riqualificazione dell’incrocio della passeggiata di Goito e della strada Torricello a Pegognaga, a cui sono da aggiungere le manutenzioni stradali. Le grandi opere avviate quest’anno sono la tangenziale di Guidizzolo (conclusione nell’estate 2020), la bretella di Valdaro (pronta nel giugno 2018 e che «ha rilanciato gli insediamenti produttivi in quell’area strategica» ha detto Morselli) e il ponte di San Benedetto Po (fine lavori tra la primavera e l’estate del 2019).

«Merito del lavoro di squadra che abbiamo fatto - evidenzia Urbani - pur con il 33% del personale in meno, e rispettando i cronoprogrammi previsti». E ricorda le «sorprese non previste» superate brillantemente come i rifiuti abbandonati in quello che sarebbe stato il cantiere per il nuovo ponte di San Benedetto, le bonifiche belliche fatte nell’alveo del Po, «e l’unico ricorso su opere per 110 milioni e relativo al ponte, poi vinto».

Il 2017 «è stato eccezionale e irripetibile - sottolinea il dirigente - considerando la complessità dei processi e la quantità qualità delle risorse non economiche a disposizione. Un grazie, dunque, va a tutti coloro, tecnici e politici, che ci hanno permesso di essere utili ai cittadini». Il 2017 è già alle spalle e si guarda al futuro: «Nei prossimi tre anni - continua Urbani - avremo a disposizione 62 milioni di euro, di cui 18 dal patto per la Lombardia che serviranno per il ponte di Torre d’Oglio, le rotatorie di Formigosa e Grazie, il ponte di Borgoforte e l e asfaltature».

Un futuro che, con il presente, riempie di orgoglio il dirigente dei lavori pubblici: «Sono seduto su una poltrona scomoda - è la sua dichiarazione - la più ambita a Mantova, che stimola grandi appetiti e alimenta forti invidie». L’ingegner Covino, responsabile di vari procedimenti, si sofferma sulla tangenziale di Guidizzolo, «un’opera sbloccata solo nel 2016 dopo l’appalto del 2010», e sul ponte di San Benedetto, «l’infrastruttura in cemento e acciaio molto complicata dal punto di vista tecnico». (Sa.Mor.)
 

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