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Pieve di Coriano

Più servizi socio-sanitari. Nuova vita agli ex ospedali

I sindaci del Destra Secchia presentano il piano delle richieste del territorio: «Servono poliambulatori e altri posti convenzionati nelle case di riposo»

PIEVE DI CORIANO . Con il piano di zona, il Destra Secchia punta sullo sviluppo dell'apparato socio-sanitario. La scorsa settimana è stato approvato dalla maggior parte dei sindaci dell'area un documento condiviso, preparato nei mesi scorsi, in cui si delinea una rivitalizzazione dei vecchi presidi sanitari e un potenziamento dell'ospedale di Pieve di Coriano.

«Si tratta di una proposta forte e molto importante – spiega il primo cittadino di Pieve Daniela Besutti – il territorio è compatto e, davanti alla richiesta di realizzare un piano, seguendo le disposizioni della riforma regionale in materia di sanità, ha agito con una proposta forte che ci vede protagonisti nel decidere lo sviluppo dei servizi».

Davanti alle richieste di Ats (agenzia di tutela della salute) e Asst (azienda socio sanitaria territoriale) gli amministratori hanno fatto quadrato ed hanno presentato un piano di sviluppo dei servizi basato sulle esigenze del territorio. Già dalla scorsa estate era stata formata una commissione tecnica e politica che si è occupata della redazione della proposta, l'idea è di recuperare i quattro ex ospedali dell'area, Ostiglia, Poggio, Quistello e Revere, risolvendo anche il problema di stabili in abbandono nei centri storici. Al documento hanno lavorato i quattro sindaci dei paesi, il sindaco Besutti di Pieve, che ospita il presidio principale, e alcuni tecnici come Gabriele Gianella, ex dirigente Asl. La prima fase è stata quella di fotografare la situazione attuale per poi sviluppare le proposte e le strategie in base alle esigenze del territorio.

È stata fatta un'analisi socio demografica e delle attuali strutture presenti sul territorio, considerando cosa funziona e cosa si può migliorare. Sulla base di questo documento è stata sviluppata la proposta che punta a fornire prestazioni socio sanitarie dislocate sul territorio, stiamo parlando di poliambulatori e servizi sanitari di base.

Una particolare attenzione viene riservata anche ai posti convenzionati nelle case di riposo. Nell'area non mancano le strutture, ma l'analisi rileva un numero di posti convenzionati troppo basso rispetto alle necessità e questo significa che i costi della degenza sono a carico delle famiglie.

Diverse le strategie dei quattro Comuni per arrivare all'obiettivo. Poggio Rusco punta a una riqualificazione dell'ex ospedale con una lottizzazione che possa portare nell'area, in centro paese, servizi, commercio, ma anche residenze.

Il Comune ha deciso di cedere all'Asst le palazzine ex Enel dove poter spostare gli attuali servizi e uffici, in cambio della zona del vecchio presidio. Quistello punta a riqualificare la struttura dell'ex ospedale attraverso un finanziamento post terremoto, la struttura è infatti stata danneggiata dal sisma del 2012.

In questo caso l'idea è di ampliare i servizi attuali, già presenti in una piccola parte dello stabile, potenziando in particolare il settore di salute mentale. Ostiglia punta al recupero dell'ex presidio ospedaliero spostando in posizione più facilmente fruibile i servizi socio- sanitari presenti nel paese, come il Sert e il consultorio. Molto ampio il progetto di Sermide che ha già stanziato fondi a bilancio per acquisire l'ex ospedale da Asst. L'obiettivo è di demolire le strutture inutilizzabili e creare un nuovo centro di poliambulatori, considerando anche che il territorio di Sermide è quello più distante da Pieve e attualmente più carente di servizi ambulatoriali. Ora il piano di zona verrà approvato in tutti i consigli comunali dell'area e poi verrà sottoposto a Ats e Asst per l'apertura di un tavolo di confronto.

Giorgio Pinotti
 

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