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Nella Bassa terremotata «C’è troppa burocrazia»

È partito nella mattinaia di ieri dalla Bassa colpita dal terremoto del 2012 il tour elettorale nel Mantovano di Luigi di Maio, candidato premier dei Cinque Stelle. La prima tappa è stata all'azienda...

È partito nella mattinaia di ieri dalla Bassa colpita dal terremoto del 2012 il tour elettorale nel Mantovano di Luigi di Maio, candidato premier dei Cinque Stelle.

La prima tappa è stata all'azienda agricola con agriturismo Zibramonda, una vecchia corte del 1500 addossata all'argine della Secchia, completamente distrutta dal sisma e che solo una decina di giorni fa ha visto l'inizio di lunghi e costosi lavori di ricostruzione. Il proprietario Carlo Breviglieri ha evidenziato le lungaggini burocratiche cui ha dovuto sottostare: «La corte va ricostruita come prima, fortunatamente è stato concesso di demolirla e di ricostruirla con un materiale nuovo come il legno. A disposizione ho 870mila euro, ma serviranno solo per realizzare il piano terra, mentre gli altri due piani riusciremo a farli sono al grezzo perché mancano i fondi».

Ad accogliere Di Maio c’era anche il sindaco di Quistello Luca Malavasi, che ha fatto il punto della ricostruzione post terremoto: «Tra il 2012 e il 2017 il 93% delle abitazioni e delle aziende agricole danneggiate, su 223 domande pervenute in Comune, sono state finanziate con circa 48 milioni di euro. Il 60% dei lavori sono completati. Dodici tra case e aziende sono ancora da autorizzare. Ci manca anche il personale tecnico dopo che sono scaduti i contratti e il governo ha detto no al loro rinnovo».

«Il Paese - ha risposto Di Maio - è ostaggio della burocrazia, che non viene però da Marte ma che è il modo di fare le leggi dello stato. Ci sono troppe leggi ed è logico che quando si deve avere un'autorizzazione per la ricostruzione in una zona sismica si ha a che fare con vari enti che si rimpallano le competenze tra di loro».

Per Di Maio «per rilanciare questo paese c'è bisogno di abolire delle leggi ascoltando i sindaci, gli imprenditori, i cittadini comuni. Anche sulle aree terremotate del centro Italia come su questa il problema sono le troppe normative che si contraddicono e ogni ricostruzione ha bisogno di una normativa a sé. La nostra proposta sarà l'abolizione di 400 leggi nei primi giorni del nostro governo per liberare imprese e cittadini».

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